Maltrattamenti in famiglia e presenza di minori: sufficienza della valutazione di offensività astratta delle condotte violente - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 2 aprile 2026 n. 12516

Cass. Pen., Sez. VI, sentenza 2 aprile 2026 n. 12516 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

In tema di maltrattamenti contro familiari e conviventi, l’aggravante della commissione del fatto in presenza di minori ricorre quando gli episodi di violenza, per numero, qualità e modalità di realizzazione, risultino astrattamente idonei a determinare nei minori che vi assistono uno stato di sofferenza fisica o psicologica, tale da far inferire il rischio di compromissione del loro normale sviluppo psico‑fisico, senza che sia necessaria la verifica di un danno concreto e attuale, trattandosi di reato di pericolo astratto.

L’imputato veniva condannato, all’esito di rito abbreviato, per il delitto di maltrattamenti contro la convivente, aggravato dalla commissione del fatto in presenza di minori, nonché per lesioni aggravate, in relazione a una serie di condotte violente poste in essere nel contesto della convivenza. La Corte di appello di Genova confermava la sentenza di primo grado.
In particolare, emergevano due gravi episodi avvenuti alla presenza dei figli minori della persona offesa: il primo, nell’ottobre 2021, consistito nella minaccia di morte rivolta alla donna con una pistola puntata alla testa, sotto gli occhi della figlia minore, visibilmente terrorizzata; il secondo, il 25 dicembre 2021, caratterizzato da una violenta aggressione fisica, culminata nella rasatura forzata dei capelli della vittima e nel suo inseguimento all’interno dell’abitazione dove la donna si era rifugiata con i figli, uno dei quali aveva chiesto aiuto ai nonni riferendo che la madre era in pericolo di vita.
Con il ricorso per cassazione, la difesa contestava la sussistenza dell’aggravante, sostenendo che i minori avevano assistito solo a due episodi e che non vi fosse prova di una compromissione concreta del loro sviluppo. La Corte di cassazione rigettava il ricorso, affermando che la gravità intrinseca e le modalità dei fatti erano di per sé idonee a integrare l’aggravante, trattandosi di condotte astrattamente offensive, capaci di generare una rilevante sofferenza psicologica nei minori e di porre in pericolo il loro equilibrato sviluppo.

Maltrattamenti contro familiari e conviventi – Presenza di minori – Aggravante – Reato di pericolo astratto – Offensività – Sviluppo psico‑fisico del minore – Violenza domestica – Rif. Leg. art. 572 cod. pen.

editor: Cianciolo Valeria