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L’indisponibilità di mezzi, frutto delle scelte condivise durante il matrimonio, giustifica l’assegno divorzile. Cass., Sez. I Civ., Ord. 27 maggio 2024 n. 14691

Cass. Sez. I, Est. Meloni, ord. 27.05.24 n.14691 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Il tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio non può più costituire il parametro al quale fare riferimento per la determinazione dell'assegno divorzile, dovendosi piuttosto avere riguardo all’indipendenza economica intesa come disponibilità di mezzi adeguati tali da consentire una vita dignitosa e autosufficiente secondo una valutazione di fatto riservata al giudice di merito. Rimane ferma la funzione compensativa o perequativa nel caso in cui risulti che il coniuge meno abbiente abbia sacrificato le proprie aspettative professionali e reddituali per dedicarsi completamente alla famiglia nell'ambito di una scelta condivisa dei due ex coniugi che così hanno inteso impostare la vita in comune e attribuirsi, concordemente, differenti ruoli e attività nella gestione della vita familiare.

Conf. Cass. S.U. n. 18287 del 11.07.2018

 

Rif. Leg. Art. 5 Legge 1 dicembre 1970 n. 898 e ss.mm.ii.; Art. 337-ter c.c.

 

Cessazione dell’obbligo di mantenimento del figlio maggiorenne economicamente indipendente – Irripetibilità delle somme versate - Assegno divorzile – Finalità assistenziale, perequativo-compensativa

 

Quanto alla richiesta di restituzione delle somme già versate per il mantenimento del figlio maggiorenne ed economicamente indipendente, la Suprema Corte, allineandosi alla costante giurisprudenza di legittimità sul punto, ne ribadisce l’irrepetibilità (oltre che l’impignorabilità e la non compensabilità), stante il carattere sostanzialmente alimentare dell'assegno di mantenimento in favore del figlio maggiorenne in regime di separazione (Cfr. ex multis Cass. Sez. 6 - 1 n. 13609 del 04.07.2016).

Quanto all’assegno divorzile, ritengono gli Ermellini che la sentenza impugnata, nello stabilirne l'entità, abbia adeguatamente determinato l'importo stabilito, dopo avere svolto un’attenta valutazione della situazione economica delle parti e facendo corretta applicazione dei richiamati principi giurisprudenziali.

Le affermazioni confessorie rese e valutate nel contesto culturale relativo alla posizione economico-sociale delle parti hanno evidenziato e giustificato la sussistenza del profilo perequativo-compensativo dell'assegno in favore della ex moglie, la quale in accordo con il marito che così ha potuto svolgere il proprio lavoro, per meglio accudire i figli, ha accettato un proprio sacrificio lavorativo rinunciando ad occasioni maggiormente remunerative e impegnative. La precaria situazione economica della richiedente pertanto è frutto delle scelte assunte concordemente dai coniugi in costanza di matrimonio.

editor: Fossati Cesare