Viene meno il mantenimento se il figlio abusa di quel diritto. Corte d’Appello di Bari, 16 agosto 2022

Viene meno il mantenimento se il figlio abusa di quel diritto. Corte d’Appello di Bari, 16 agosto 2022

La valutazione delle circostanze che giustificano la ricorrenza o il permanere dell'obbligo dei genitori al mantenimento dei figli maggiorenni, conviventi o meno ch'essi siano con i genitori o con uno di essi, va effettuata dal giudice del merito, necessariamente caso per caso e con criteri di rigore proporzionalmente crescente in rapporto all'età dei beneficiari, in guisa da escludere che la tutela della prole, sul piano giuridico, possa essere protratta oltre ragionevoli limiti di tempo e di misura.

Il rigore del suddetto onere probatorio è proporzionale all'avanzare dell'età, sino al punto di non poter essere più assolto nelle situazioni in cui quell'obbligo deve ritenersi estinto con il raggiungimento di un'età nella quale il percorso formativo, nella normalità dei casi, è ampiamente concluso e la persona è da tempo inserita nella società.  (CF)

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Divorzio – obblighi di mantenimento figlio maggiorenne – riparto onere probatorio

Rif. Leg.: art. 16 bis D.L. 179/2012 - artt. 337 septies e 2697 c.c. -115 e 116 c.p.c. 

Conforme: Cass. 14.8.2020 n. 17183

domenica, 2 ottobre 2022
Giurisprudenza | Mantenimento dei figli | Figli maggiorenni | Divorzio | Merito
Sezione Ondif di Bari
Corte Appello Bari, Est. Caliandro, sentenza 16.08.22 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Nell’ambito del primo grado di giudizio il Tribunale aveva ritenuto inammissibili le comparse conclusionali depositate in forma cartacea in violazione dell’obbligo di deposito degli atti endoprocessuali in modalità telematica, senza tenere conto che il Presidente del Tribunale aveva autorizzato il deposito in modalità cartacea a causa di un malfunzionamento delle pec legalmail.

Nel merito il padre sosteneva il venir meno dell’obbligo di mantenimento in favore della figlia maggiorenne, deducendo che la stessa aveva costituito una nuova famiglia con la nascita di un figlio avuto dal compagno, non aveva proseguito gli studi universitari e svolgeva attività lavorativa, come emergeva dalla relazione investigativa e dalle foto apparse sui profili social.

Resisteva la madre sulla base della precaria condizione economica della figlia, la cui attività lavorativa era solo occasionale, non percepiva nulla dal padre del bambino e continuava a vivere con lei.

Per la Corte tuttavia rileva la circostanza che la figlia non ha addotto alcuna prova sulla continuità di iscrizione all’università.

Inoltre la relazione investigativa accertava che la figlia, dopo aver trascorso parte della giornata con la madre, rientrava con il bambino presso l'abitazione del compagno per trascorrervi la notte, circostanza questa che fa presuntivamente ritenere, insieme alle molteplici foto riportate dai social, che la coppia si frequentasse assiduamente apparendo all'esterno un nucleo familiare.