Maltrattamenti ed estorsioni ai danni della madre anziana

Cass. Pen., Sez. II, sentenza 19 agosto 2026 n. 31568 – Pres. Caputo, Cons. Rel. Imperiali

Maltrattamenti ed estorsioni ai danni della madre anziana deceduta nel processo: utilizzabilità delle dichiarazioni predibattimentali e permanenza della convivenza


Maltrattamenti in famiglia - Madre anziana persona offesa - Dichiarazioni predibattimentali - Decesso della persona offesa - Irripetibilità sopravvenuta - Riscontri esterni - Convivenza e coabitazione - Temporaneo allontanamento dall’abitazione familiare - Estorsione continuata - Lesioni personali - Attenuante della lieve entità - Inammissibilità del ricorso

Cass. Pen., Sez. II, sentenza 19 agosto 2026 n. 31568 – Pres. Caputo, Cons. Rel. Imperiali per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

In tema di maltrattamenti in famiglia, le dichiarazioni predibattimentali rese dalla persona offesa, successivamente deceduta prima dell’esame dibattimentale, possono costituire base determinante dell’affermazione di responsabilità, ove acquisite ai sensi dell’art. 512 cod. proc. pen. e sorrette da adeguate garanzie compensative, costituite dalla verifica di intrinseca attendibilità e da solidi elementi di riscontro esterno.
Integra il requisito dell’abitualità la reiterata condotta di sopraffazione fisica e morale posta in essere dal figlio nei confronti della madre anziana, consistita in minacce anche di morte, aggressioni, richieste estorsive di denaro e lesioni cagionate scaraventandola a terra; né il temporaneo allontanamento della madre dall’abitazione familiare, determinato dal timore delle condotte vessatorie e seguito dalla prosecuzione delle minacce, esclude la convivenza rilevante ai fini dell’art. 572 cod. pen., dovendosi distinguere la convivenza, quale stabile relazione affettiva e familiare, dalla mera coabitazione.
 
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’imputato contro la sentenza della Corte di appello di Messina, che aveva confermato la condanna per maltrattamenti in famiglia, tentata estorsione continuata, estorsione consumata continuata, lesioni personali ai danni della madre e tentata rapina. La madre, persona offesa e poi deceduta nel corso del processo, aveva denunciato una lunga serie di condotte violente e intimidatorie poste in essere dal figlio, caratterizzate da minacce, aggressioni, danneggiamenti, richieste di denaro e da un clima di costante paura.
La difesa aveva contestato, tra l’altro, l’utilizzabilità e l’attendibilità delle dichiarazioni predibattimentali della persona offesa, acquisite perché divenute irripetibili a seguito del decesso, nonché la configurabilità del delitto di maltrattamenti per difetto di convivenza e di abitualità. La Cassazione ha ritenuto le censure manifestamente infondate, valorizzando la coerenza del racconto della madre e i riscontri provenienti dalla badante, dallo zio dell’imputato e dalla documentazione medica e fotografica relativa alle lesioni.
Secondo la Corte, il quadro probatorio ha dimostrato una stabile condizione di sopraffazione e vessazione della madre, costretta anche ad allontanarsi temporaneamente dalla propria abitazione per sottrarsi alle condotte del figlio, senza che ciò interrompesse il vincolo familiare rilevante ai fini dell’art. 572 cod. pen. L’episodio delle lesioni è stato ricondotto non a un mero inciampo, ma all’ennesima aggressione, nella quale l’imputato aveva trascinato la madre e l’aveva scaraventata a terra, provocandole dolore e un ematoma. Sono state inoltre respinte le doglianze sulla pluralità delle estorsioni, sulla tardiva invocazione dell’attenuante della lieve entità e sul diniego delle attenuanti generiche.
 
 
Maltrattamenti in famiglia - Madre anziana persona offesa - Dichiarazioni predibattimentali - Decesso della persona offesa - Irripetibilità sopravvenuta - Riscontri esterni - Convivenza e coabitazione - Temporaneo allontanamento dall’abitazione familiare - Estorsione continuata - Lesioni personali - Attenuante della lieve entità - Inammissibilità del ricorso – Rif. Leg. art. 572 cod. pen.; artt. 192, 512, 526, 581, comma 1, lett. c), 606 e 616 cod. proc. pen.

editor: Cianciolo Valeria