inserisci una o più parole da cercare nel sito
ricerca avanzata - azzera

La prova della condotta contraria ai doveri del matrimonio grava sul richiedente l’addebito. Tribunale di Cagliari, 17 maggio 2024

Tribunale di Cagliari, sentenza 17.05.24 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

La pronuncia di addebito della separazione, implicando la prova che la irreversibile crisi coniugale sia riconducibile esclusivamente al comportamento volontariamente e consapevolmente contrario ai doveri nascenti dal matrimonio di uno o di entrambi i coniugi, non può fondarsi solamente sulla violazione dei doveri posti dall'art. 143 c.c. a carico delle parti, essendo, invece, necessario accertare se tale violazione, lungi dall'essere intervenuta quando era già maturata una situazione di intollerabilità della convivenza, abbia, viceversa, assunto efficacia causale nel determinarsi della crisi del rapporto coniugale, gravando su chi chiede la pronuncia di addebito l’onere di provare la relativa condotta del coniuge, contraria ai doveri matrimoniali, e la sua efficacia causale nel rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza

Rif. Leg. Artt. 143, 156, 337-ter, 337-sexies, 2697 c.c.

Addebito della separazione – Violazione dei doveri del matrimonio – Onere della prova – Assegno di mantenimento in favore del coniuge e del figlio non economicamente indipendente – Assegnazione della casa familiare

Il Tribunale di Cagliari, nel rigettare la domanda di addebito avanzata dal ricorrente nei confronti della moglie, rileva che nessuna utile iniziativa di carattere istruttorio è stata dallo stesso avanzata al fine di dimostrare le allegazioni poste a fondamento della sua richiesta, rendendosi impossibile affermare che la crisi coniugale sia dipesa dal dedotto comportamento della coniuge.

Quanto, poi, alla domanda di un contributo al proprio mantenimento formulata dalla parte resistente, il Tribunale ricorda che i redditi adeguati cui va rapportato, ai sensi dell'art. 156 c.c., l'assegno di mantenimento in favore del coniuge, in assenza della condizione ostativa dell'addebito, sono quelli necessari a mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, essendo ancora attuale il dovere di assistenza materiale, che ha una consistenza ben diversa dalla solidarietà post-coniugale, presupposto dell'assegno di divorzio (cfr. Cass. sent. 12196/2017).

In considerazione delle risultanze istruttorie dalle quali emerge una situazione patrimoniale di squilibrio tra le parti, il Collegio ritiene equo e congruo disporre a carico del ricorrente un assegno di mantenimento in favore della moglie, alla quale viene assegnata la casa familiare in quanto convivente con la prole, nonché a beneficio della figlia minore non economicamente indipendente.

editor: Fossati Cesare