I messaggi infamanti sui social costituiscono violazione del divieto di dimora e rientrano nei maltrattamenti. Corte di Cassazione penale, 20 dicembre 2018 n. 57870
Rapporto di convivenza - reiterate e gravi offese, minacce di morte, messaggi infamanti su social network.
Reato di maltrattamenti aggravati - applicata la misura cautelare del divieto di dimora e di comunicazione a carattere telefonico e telematico nei confronti della persona offesa e della figlia.
Il Tribunale del riesame rilevava l'assoluta inosservanza del reo alle prescrizioni impostegli, riteneva attuale e concreto il periculum criminis, atteso che le minacce si erano anche estese al legale della persona offesa. Riteneva unica misura idone quella custodiale.
Ricorreva in Cassazione l'imputato lamentando carenza di proporzionalità e adeguatezza della misura cautelare applicata.
Per il Tribunale la violazione del divieto di dimora sarebbe avvenuta attraverso messaggi su facebook di immagini fotografiche.
Per la Cassazione, la trasgressione al divieto di comunicazione con le persone offese, inglobato nel provvedimento di divieto di dimora, che concreta la fattispecie addebitata, in una delle sue modalità attuative, autorizza la configurazione di una delle manifestazioni dei maltrattamenti aggravati.
L'utilizzo dei mezzi telematici» è «espressione della condotta maltrattante» tenuta dall'imputato.
editor: Fossati Cesare
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