- Cass. penale sez. IV, 10 settembre 2007, n. 34216
Il minore
imputato di tentato furto in abitazione può essere
sottoposto a custodia cautelare
In tema
di custodia cautelare nei confronti di imputati minorenni, l'art. 23 del D.P.R. n. 448 del 1988 non
prevede tra i casi in cui può essere applicata la custodia cautelare l'ipotesi di cui all'art. 380
c.p.p., comma 2, lett. e-bis (delitti di furto in abitazione e con strappo "ex" art. 624 bis c.p.);
tuttavia, l'art. 23 succitato richiama l'art. 380 c.p.p., comma 2, lett. e), che prevede l'ipotesi
del reato di furto aggravato "ex" art. 625 c.p., comma 1, n. 2, prima parte, e che corrisponde
esattamente all'ipotesi di cui all'art. 6244 bis c.p., comma 3 (furto in abitazione o con strappo
aggravato da
una o più delle circostanze di cui all'art. 625 c.p., comma 1). Ne consegue che
nell'ipotesi di tentato furto aggravato in abitazione è applicabile nei confronti di indagati
minorenni l'arresto in flagranza e la custodia cautelare (Sez. V, ord. n. 5771 del 16012004, ud. del
16012004), e anche Sez. IV, sent. n. 6520 del 11022003 (cc. del 0412002), Cass. Sez IV 18/1/2003 n.
1581).
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