Violenza sessuale e testimonianza della persona offesa - Cass. Pen., Sez. III, Sent., 24 agosto 2026, n. 31769

Nel caso di specie la Corte d'Appello e il giudice di primo grado hanno proceduto a riscontrare il narrato della persona offesa e, con motivazione non manifestamente illogica, hanno desunto dalle dichiarazioni delle persone informate sui fatti la conferma del nucleo essenziale della violenza subita nonché quella del contesto lavorativo descritto.

Cass. Pen., Sez. III, Sent., 24 agosto 2026, n. 31769; Pres. Aceto, Rel. Amoroso per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

La testimonianza della persona offesa di reati sessuali, perché possa essere legittimamente utilizzata come fonte ricostruttiva del fatto, non necessita di altri elementi di prova che ne confermino l'attendibilità, ma, al pari di qualsiasi altra testimonianza, è sorretta da una presunzione di veridicità, secondo la quale il giudice, pur essendo tenuto a valutarne criticamente il contenuto, non può assumere come base del proprio convincimento l'ipotesi che il teste riferisca scientemente il falso, salvo che sussistano specifici elementi in tal senso. 

Violenza sessuale – Dichiarazioni della persona offesa – Circostanze aggravanti – Configurabilità; Rif. Leg. Art. 609bis c.p.

editor: Ferrandi Francesca
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