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Il sostegno psicologico deve essere una libera scelta. Tribunale di Crotone, 30 ottobre 2023

Tribunale di Crotone, Est. De Sanctis, sentenza 30.10.23 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Il rifiuto chiaramente e ripetutamente manifestato dal figlio di incontrare il genitore costituisce una situazione particolarmente delicata e carica di sofferenza, che rende inutile, improduttivo e finanche pericoloso qualsiasi intervento coattivo ed autoritario volto a superare le scelte e i sentimenti del minore, pena la serenità della vita dello stesso e il suo sano sviluppo psicologico.

A fronte dell’impossibilità ad esercitare il proprio ruolo genitoriale, devono ritenersi sospesi i relativi doveri di natura economica stabiliti dall’art. 147 cod. civ.

I comportamenti ostacolanti il riconoscimento e i pesanti condizionamenti posti in essere da un genitore in danno dell’altro costituiscono sono motivo per pronunciare condanna al risarcimento del danno.

Riconoscimento del minore - Condotta ostativa di un genitore - Rifiuto del minore al rapporto con il genitore - Ascolto del minore - Impossibilità all'esercizio del ruolo genitoriale - Mantenimento del minore - Lesione del diritto alla bigenitorialità.

Rif. Leg. Artt. 250, 263, 337 quinquies, 38 disp.att. c.c.; Artt. 709 ter, 710 c.p.c. ante Riforma

  • §§

Il Tribunale di Crotone, nel giudicare all'esito di un complesso e articolato procedimento, preso atto del comportamento del figlio, il quale, interiorizzando l'atteggiamento oppositivo della madre e del di lei marito, nel tempo ha maturato un sentimento di rabbia nei confronti del padre naturale, riportandosi ad una risalente giurisprudenza di legittimità che giustifica la sospensione degli incontri tra il minore e il coniuge non affidatario nel caso in cui il primo, divenuto ormai adolescente e consapevole dei propri sentimenti, provi nei confronti del genitore avversione o addirittura un senso di ripulsa (Cfr. Cass. Sez. I Sentenza n. 317 del 15.01.1998), rigetta la domanda del ricorrente di disporre per il minore un percorso psicologico e/o di terapia personale, nulla potendo statuire, per tale ragione, in merito alla regolamentazione degli incontri padre - figlio.

Considerata la correlazione diritti-doveri nell'ambito della responsabilità genitoriale, il Tribunale ritiene che, essendo il padre impossibilitato all'esercizio del proprio ruolo di genitore, debbano risultare sospesi i relativi doveri di natura economica stabiliti dall'art. 147 c.c.

Avendo la madre, con i suoi comportamenti, radicalmente precluso l'instaurazione di un qualsiasi rapporto tra padre e figlio, con grave lesione del diritto del minore alla bigenitorialità e ad una crescita sana ed equilibrata, e in violazione del criterio dell'"accesso", la predetta viene ammonita ai sensi dell'art. 709 ter c.p.c. ad astenersi da condotte ostative ad un auspicabile futuro riavvicinamento padre-figlio, e condannata al risarcimento dei danni in favore di entrambi.

editor: Fossati Cesare