Il difficile contemperamento di interessi sul consenso al  vaccino. Tribunale di Massa, 21 settembre 2021.

Il difficile contemperamento di interessi sul consenso al vaccino. Tribunale di Massa, 21 settembre 2021.

giovedì, 7 ottobre 2021
Giurisprudenza | Merito | covid-19
Sezione Ondif di Pisa
Tribunale di Massa, Est. E.Pinna, ordinanza 21.09.2021 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Contrasti fra genitori separandi in ordine alla somministrazione del vaccino anti-Covid-19 alla figlia.

Il padre richiedeva una preventiva visita specialistica atta a verificare l'assenza di patologie o allergie pregiudizievoli.

Il Tribunale richiama: l'orientamento sviluppatosi nella giurisprudenza di merito in punto vaccinazioni obbligatorie; la notorietà circa la gravità della pandemia in corso; la sicurezza attestata dagli organismi tecnici dei vaccini approvati per i minori; i dati del rapporto AIFA sul numero degli eventi avversi e il limitato numero di segnalazioni gravi.

Ritiene che nel rapporto rischi-benefici questi ultimi siano superiori.

Tiene conto anche della volontà espressa dalla minore di anni 13 e autorizza la somministrazione del vaccino.



Rif. Leg.: art. 337-ter c.c. - art. 709-ter c.p.c.



Nota: il Tribunale omette di riportare che il padre e la madre, entrambi vaccinati, avevano già contratto il covid in epoca antecedente alla vaccinazione e che il padre, sottolineando di essere favorevole ai vaccini ed aver già sottoposto entrambe le figlie a tutte le vaccinazioni anche quelle non obbligatorie, chiedeva solo di sottoporre preventivamente la figlia al test ematologico per verificare se avesse sviluppato gli anticorpi (valutando le cd. spike), sostenendo che la stessa aveva convissuto con entrambi i genitori nei due diversi periodi in cui essi si erano infettati, manifestando altresì sintomatologia lieve, dati che non sono stati citati nell'Ordinanza. La madre si opponeva all’esame ematologico preventivo perché la figlia aveva paura degli aghi e producendo solo un test rapido ematologico (prelievo con stick dal dito), da cui si evinceva soltanto che non aveva “in corso” il covid, ma non gli anticorpi. La ragazza infatti avrebbe ben potuto contrarre il covid già nei mesi precedenti, in quanto in contatto e con la madre e con il padre. Circostanze che forse il Tribunale avrebbe dovuto prendere in considerazione.



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