La condotta successiva alla cessazione della convivenza può avere rilevanza i fini dell'addebito della separazione solo ove serva ad illuminare sulla condotta precedente. - Cass. sez. I, 28 maggio 2008, n. 14042
- Condotta successiva alla cessazione
della convivenza -
Fermo il principio che la pronuncia di addebito non può fondarsi sulla sola
inosservanza dei doveri di cui all'articolo 143 c.c., necessitando la prova della sussistenza del
nesso causale tra i comportamenti addebitati e la cessazione della convivenza, la condotta contraria
ai doveri coniugali, ove successiva al venir meno della convivenza, sia pure immediatamente prossima
alla cessazione della stessa, può avere rilevanza ai fini della dichiarazione di addebito solo ove
essa costituisca una conferma del passato e concorra ad illuminare sulla condotta pregressa.
editor:
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Giovedì, 3 Settembre 2026
Addebito della separazione - Cass. Civ., 30 agosto 2026, n. 24849 |
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Martedì, 1 Settembre 2026
Separazione con addebito - Cass. Civ., 26 agosto 2026, n. 24783 |
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Lunedì, 3 Agosto 2026
Violenza e addebito della separazione |
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Venerdì, 31 Luglio 2026
Addebito della separazione e tolleranza |



