Violazione degli obblighi di assistenza e di rispetto da parte del marito, infedeltà coniugale reiterata della moglie e pronuncia di addebito reciproco. Trib. di Ravenna, 23 aprile 2020, sent. n. 298

Violazione degli obblighi di assistenza e di rispetto da parte del marito, infedeltà coniugale reiterata della moglie e pronuncia di addebito reciproco. Trib. di Ravenna, 23 aprile 2020, sent. n. 298

Nel caso in esame, le risultanze dell'istruttoria espletata impongono di affermare che l’intollerabilità della vita coniugale è autonomamente addebitabile a condotte contrarie ai doveri derivanti dal matrimonio poste in essere da ciascuno dei coniugi. Nonostante la gravità della condotta del marito, ossessionato dalla necessità di avere sotto continuo controllo moglie e figli e tutto ciò che avveniva all'interno delle mura domestiche, concretantesi con l'utilizzo di telecamere e con la continua registrazione delle conversazioni con la moglie anche alla presenza di altre persone, non è stata respinta neppure la domanda di addebito proposta dal ricorrente, stante la palese violazione dei doveri derivanti dal matrimonio pure attribuibile alla moglie per l'inosservanza dell'obbligo di fedeltà coniugale.

domenica, 28 giugno 2020
Giurisprudenza | Addebito della separazione | Merito
sezione di Ravenna
Trib. di Ravenna, 23 aprile 2020, sent. n. 298 – Pres. Est. Dr.ssa Allegra per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Nel caso in esame, le risultanze dell'istruttoria espletata impongono di affermare che l’intollerabilità della vita coniugale è autonomamente addebitabile a condotte contrarie ai doveri derivanti dal matrimonio poste in essere da ciascuno dei coniugi. Nonostante la gravità della condotta del marito, ossessionato dalla necessità di avere sotto continuo controllo moglie e figli e tutto ciò che avveniva all'interno delle mura domestiche, concretantesi con l'utilizzo di telecamere e con la continua registrazione delle conversazioni con la moglie anche alla presenza di altre persone, non è stata respinta neppure la domanda di addebito proposta dal ricorrente, stante la palese violazione dei doveri derivanti dal matrimonio pure attribuibile alla moglie per l'inosservanza dell'obbligo di fedeltà coniugale.

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