Il convivente che ha ottenuto oggettivo arricchimento deve restituire. Corte di Cassazione, 15 febbraio 2019 n. 4659

Il convivente che ha ottenuto oggettivo arricchimento deve restituire. Corte di Cassazione, 15 febbraio 2019 n. 4659

giovedì, 28 febbraio 2019
Giurisprudenza | Famiglia di fatto | Legittimità
Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 3, ordinanza 8 novembre 2018 – 15 febbraio 2019, n. 4659 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

E' possibile configurare l'ingiustizia dell'arricchimento da parte di un convivente "more uxorio" nei confronti dell'altro, in presenza di prestazioni a vantaggio del primo esulanti dal mero adempimento delle obbligazioni nascenti dal rapporto di convivenza - il cui contenuto va parametrato sulle condizioni sociali e patrimoniali dei componenti della famiglia di fatto - e travalicanti i limiti di proporzionalità e di adeguatezza.

Il ricorrente aveva sostenuto che gli esborsi effettuati dalla convivente nel corso della vita comune dovevano ritenersi rientrare nell'adempimento dei doveri morali e sociali ex art. 2034 c.c.

Inoltre i trasferimenti di somme trovavano ragione anche negli obblighi di provvedere alle necessità abitative del figlio minorenne.

Per la Corte il difetto di giusta causa di cui all'art. 2041 c.c. va inteso quale carenza di una ragione che consenta all'arricchito di trattenere quanto ricevuto.

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