La recisione dei rapporti con la famiglia di origine nella adozione deve sempre essere l'extrema ratio. Corte di Cassazione, sentenza 20936 del 17 ottobre 2016.

La recisione dei rapporti con la famiglia di origine nella adozione deve sempre essere l'extrema ratio. Corte di Cassazione, sentenza 20936 del 17 ottobre 2016.

sabato, 5 novembre 2016
Giurisprudenza | Adozione | Legittimità | Merito
Cassazione sent. 20936/2016 sez. VI del 17/10/2016 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

La Cassazione ribadisce il concetto più volte espresso anche dalla suprema Corte di
legittimità, secondo il quale l'adozione e la conseguente recisione di ogni rapporto del minore con
la propria famiglia di origine debba essere decisione ridotta a situazioni di estrema gravità e
ove venga individuato un oggettivo pericolo per i minori derivante dal protrarsi del rapporto con
 i propri familiari. Viene accolto pertanto il ricorso di un padre e della di lui madre avverso la dichiarazione
di adottabilità delle due rispettivamente figlie e nipoti degli stessi, pronunciata dal Tribunale de L'Aquila e
confermata dalla Corte di Appello competente.
 Nella specie le acquisizioni istruttorie sulle capacità di cura ed educazione della nonna paterna
(attualmente sessantunenne) che ha già instaurato un rapporto significativo con le nipoti e ha sempre
manifestato la propria disponibilità ad occuparsi e prendersi cura di loro anche in regime di affidamento
temporaneo e la altrettanto certa disponibilità del padre a seguire un percorso terapeutico e di sostegno
 per poter svolgere adeguatamente il suo ruolo genitoriale rendono manifesta la necessità di percorrere
tutti i tentativi necessari a superare la permanenza delle minori in casa famiglia e a favorire il loro
 rientro nella famiglia di origine.

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