La situazione di abbandono sussiste anche se la deprivazione morale e materiale non è il frutto di una specifica volontà diretta ad abbandonare il figlio. - Cass. Sez. I, 23 maggio 2003, n. 8198

La situazione di abbandono sussiste anche se la deprivazione morale e materiale non è il frutto di una specifica volontà diretta ad abbandonare il figlio. - Cass. Sez. I, 23 maggio 2003, n. 8198

venerdì, 23 maggio 2003
Giurisprudenza | Adozione | Legittimità

- Dichiarazione di adottabilità -
Il diritto del minore a essere educato nell'ambito della propria famiglia (di cui all'articolo 1 della legge n. 184 del 1983) è soggetto al limite stabilito dall'articolo 8 della stessa legge nell'interesse del minore medesimo, del verificarsi della situazione di abbandono la quale sussiste allorché il minore sia privo di assistenza morale e materiale da parte dei genitori e dei parenti tenuti a provvedervi, anche se tale deprivazione obiettiva non sia il frutto di una specifica volontà di questi, diretta al fine di abbandonare il figlio. Per potersi, comunque, legittimamente ritenere la sussistenza dello stato di abbandono e dichiarare conseguentemente l'adottabilità occorre che all'esito di un rigoroso accertamento risultino non già la semplice inadeguatezza dei genitori e degli altri parenti, tale da non impedire una residuale possibilità di equilibrato e sano sviluppo psicofisico del minore, bensì carenze materiali, educative e affettive integranti una situazione di pregiudizio grave e irreversibile, di tale rilevanza da inibire del tutto lo sviluppo del minore.

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