È inopportuno escludere dalle forze di polizia le donne con tatuaggi? - CGUE, Conclusioni Avv. Gen., 3 settembre 2026, C-320/25
Secondo l’Avvocata generale Tamara Ćapeta l’applicazione combinata della norma che vieta i tatuaggi visibili e l’obbligo di indossare un’uniforme specifica in base al genere è discriminatoria.
L’art. 14 della direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l’attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, in combinato disposto con l’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della stessa: deve essere interpretato nel senso che esso osta a una politica nazionale di assunzione che, sulla base della combinato disposto di due norme giuridiche, consente l’esclusione automatica di una candidata di sesso femminile da un concorso in una forza di polizia per la presenza di un tatuaggio in una zona non coperta dall’uniforme, allorché lo stesso sia visibile solo in caso di utilizzo della divisa ordinaria, prevista per i servizi di rappresentanza, che è diversa per gli uomini e per le donne e che, per le donne, include gonna e scarpe décolleté.
Rinvio pregiudiziale – Politiche sociali – Parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego – Concorso delle forze di polizia nazionali – Requisiti di ammissione – Esclusione di una candidata di sesso femminile dal concorso a causa di un tatuaggio visibile in caso di utilizzo della divisa ordinaria prevista per le donne; Rif. Leg. Direttiva 2006/54/CE
editor: Ferrandi Francesca
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