Uccisione di animali: la sussistenza del dolo generico è desumibile dalla veemenza del gesto idoneo a cagionarne la morte - Cass. Pen., Sez. III, Sent., 10 giugno 2026, n. 21300

Mercoledì, 1 Luglio 2026
Giurisprudenza | Diritti degli animali | Legittimità
Cass. Pen., Sez. III, Sent., 10 giugno 2026, n. 21300; Pres. Andreazza, Rel. Battistini per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

In tema di uccisione di animali (art. 544-bis c.p.), la sussistenza del dolo generico è desumibile dalla veemenza e dalle concrete modalità dell’unico colpo inferto – nel caso di specie con un attrezzo in legno di rilevanti dimensioni – idoneo a cagionare la morte dell’animale, restando irrilevanti, in sede di legittimità, le doglianze difensive mirate a una diversa ricostruzione del fatto fondata su un asserito uso “accidentale” di un semplice bastoncino per dividere gli animali.


Diritti degli animali - Uccisione e maltrattamenti di animali – Sussistenza del dolo generico – Elemento soggettivo del reato; Rif. Leg. Artt. 544-bis e 612 c.p.

editor: Ferrandi Francesca