La revocatoria di trust familiare quale atto gratuito di Valeria Cianciolo
Su gentile concessione del Direttore della Rivista "Trusts e Attività fiduciarie", Prof. Maurizio Lupoi, si pubblica l'articolo presente nella sezione Diritto vivente - discussione, rubrica sottoposta a Valutazione Scientifica, del n. 6 del 2025 della citata testata, in tema di revocatoria di trust familiare.
L'articolo è fruibile anche dai non abbonati.
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Un trust finalizzato all’adempimento di un dovere espressamente stabilito dall’ordinamento, come il mantenimento, l’istruzione, l’educazione e l’assistenza morale e materiale dei figli o delle persone fragili non può essere revocato perché posto in adempimento di un obbligo anche se non vi è pagamento di un corrispettivo. La validità e la tutela degli atti compiuti per esigenze familiari prive di fondamento normativo risultano differenti rispetto a quelli sorretti da precisi obblighi di legge, assumendo rilevanza soprattutto in sede di valutazione della loro opponibilità nei confronti di terzi o creditori. È da ritenersi criticabile, dunque, l’orientamento giurisprudenziale che ritiene che l’istituzione di un trust familiare non integri adempimento di un dovere giuridico, non essendo obbligatoria per legge, ma configura - ai fini della revocatoria ordinaria - un atto a titolo gratuito, non trovando contropartita in un’attribuzione in favore dei disponenti.
Valeria Cianciolo
editor: Cianciolo Valeria
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