Protocollo d’intesa tra l’Osservatorio permanente sull’efficacia delle norme in materia di violenza contro le donne e domestica e il Cnr

Protocollo d’intesa tra l’Osservatorio permanente sull’efficacia delle norme in materia di violenza contro le donne e domestica e il Cnr Protocollo d’intesa tra l’Osservatorio permanente sull’efficacia delle norme in materia di violenza contro le donne e domestica e il Cnr

In un Paese che ancora fatica a recidere le radici profonde della violenza maschile sulle donne, due istituzioni — l'Osservatorio permanente sull'efficacia delle norme in materia di violenza contro le donne e domestica (OVG), istituito presso il Ministero della Giustizia, e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) — hanno scelto di unire competenze giuridiche e rigore scientifico in un patto formale di collaborazione.
La violenza contro le donne non è un'emergenza improvvisa. È una ferita strutturale del tessuto sociale italiano ed europeo, alimentata da radici culturali profonde, da stereotipi resistenti e da un sistema di risposta istituzionale che — nonostante i progressi degli ultimi anni — mostra ancora crepe significative.
In questo scenario, il Protocollo d'Intesa siglato tra l'Osservatorio permanente sull'efficacia delle norme in materia di violenza contro le donne e domestica (OVG) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) si inserisce come un atto di volontà politica e scientifica insieme: la consapevolezza che le leggi, senza la conoscenza, sono strumenti spuntati.
Il documento, firmato digitalmente nel giugno-luglio 2026, non è un atto burocratico di routine. È, nella sua essenza, la risposta istituzionale a una consapevolezza sempre più urgente: le leggi, da sole, non bastano.
Il Protocollo d'Intesa si articola attorno a cinque pilastri fondamentali:
  1. Valutare l'efficacia delle Norme
Analizzare se le leggi vigenti in materia di violenza di genere e domestica producono realmente gli effetti sperati
Formulare proposte di miglioramento normativo basate su evidenze empiriche, non su impressioni
  1. Raccogliere e condividere dati
Favorire lo scambio di dati giudiziari, statistici e sociali sul fenomeno della violenza
Approfondire in particolare la persistenza degli stereotipi di genere tra le giovani generazioni, un terreno fertile su cui si radica ogni forma di sopraffazione
  1. Sostenere le vittime e prevenire la vittimizzazione secondaria
Promuovere una maggiore consapevolezza sui ruoli di genere nella società
Contrastare la cosiddetta vittimizzazione secondaria, quel doloroso meccanismo per cui la vittima si trova a essere nuovamente ferita — da pregiudizi, procedure inadeguate, sguardi colpevoli
  1. Formare gli operatori
Organizzare attività di aggiornamento e sensibilizzazione per avvocati, magistrati e tutte le professionalità coinvolte nel sistema di tutela
Elevare la qualità della risposta istituzionale attraverso una formazione continua e interdisciplinare
  1. Divulgare la ricerca
Pubblicare i risultati delle attività congiunte, sia in formato cartaceo sia digitale
Rendere accessibile la conoscenza scientifica al grande pubblico e agli addetti ai lavori.
Il Protocollo ha una durata di 3 anni dalla firma ed è rinnovabile espressamente entro 30 giorni dalla scadenza.
Non comporta oneri economici diretti per le Parti, valorizzando le risorse già esistenti
Detto questo, sarebbe ingenuo presentare il Protocollo come una soluzione definitiva.
Restano aperte sfide significative:
le risorse: il Protocollo non comporta oneri diretti, ma la ricerca di qualità richiede investimenti. La sostenibilità nel lungo periodo dipenderà dalla capacità di attrarre finanziamenti pubblici e europei;
i tempi: il cambiamento culturale è per definizione lento. Tre anni di collaborazione sono un inizio, non un traguardo;
il coordinamento: il rischio della frammentazione istituzionale è reale. L'Italia conta decine di tavoli, osservatori e commissioni sul tema: la sfida è evitare la duplicazione e costruire sinergie reali;
la misurazione dell'impatto: definire indicatori chiari per valutare i risultati della collaborazione sarà cruciale per giustificarne il rinnovo e l'espansione.
In un'epoca in cui le politiche pubbliche sono spesso guidate dall'urgenza mediatica più che dall'analisi sistematica, questo accordo rappresenta una scelta di metodo prima ancora che di merito: la scelta di affidarsi ai dati, alla ricerca, alla formazione continua come strumenti primari di cambiamento.
La violenza contro le donne non si sconfigge soltanto inasprendo le pene — sebbene le norme restino fondamentali — ma cambiando il substrato culturale che la rende possibile, tollerabile, invisibile. E per cambiare la cultura occorre conoscerla, misurarla, studiarla con rigore e raccontarla con empatia.
Il Protocollo tra OVG e CNR è, in questo senso, un atto politico nel senso più nobile del termine: la decisione di investire nella conoscenza come forma di giustizia.
Valeria Cianciolo

editor: Cianciolo Valeria