Le sorti del Tribunale unico per le persone, per i minorenni e per le famiglie. La posizione ferma dell’Avvocatura
autore: C. Cecchella - numero: 3/2023
1. Nell’ottobre del 2024, secondo il regime transitorio delle norme ordinamentali dettate dal d. lgs. n. 149 del 2022, dovrebbero entrare in vigore le norme che istituiscono, in sostituzione
del Tribunale per i minorenni e delle competenze minorili e familiari del Tribunale ordinario, un unico tribunale organizzato in due articolazioni, l’una avente generale competenza
di primo grado, l’altra competenze di secondo grado, in sede di reclamo avverso i provvedimenti provvisori e in sede di appello (oltre ad una competenza in unico grado sui giudizi di adottabilità, adozione e sulla materia penale). I sintomi premonitori che giungono dalla compagine governativa lasciano intravedere la prospettiva di una proroga: ne è riprova la mancata entrata in vigore dell’art. 473-bis.1 c.p.c. che, al secondo comma, esclude per lo più funzioni giurisdizionali in capo ai giudici onorari, prorogata per ben tre volte, l’ultima delle quali, non casualmente, viene a coincidere con l’ottobre del 2024. Sembra voler porre sulla stessa scia la proroga dell’entrata in vigore delle norme sul tribunale unico.
Infatti, il tribunale unico non eredita dal tribunale per i minorenni la composizione mista togata e onoraria, che non entra più in camera di consiglio (se non solo per i giudizi di adottabilità e adozione), intervenendo solo come componente dell’ufficio del processo o piuttosto come consulente tecnico, ausiliario del giudice, sottoposto al contraddittorio delle parti.
2. Se tale è l’intendimento dell’Esecutivo, le Associazioni specialistiche degli avvocati, come annunciato con lettera congiunta di AMI, AIAF, Cammino e ONDiF dell’1 febbraio 2024 diretta al Ministro della giustizia e al Vice Ministro della giustizia, hanno annunciato la loro ferma volontà di opporsi a qualsiasi manovra che possa anche solo ritardare il completamento
della riforma. Unico modo per allineare, finalmente, il processo e l’ordinamento giudiziario a principi costituzionali nella tutela di diritti indisponibili che fanno capo al minore e alle persone fragili e al contraddittorio durante il processo verso il parere espresso dall’esperto.
3. Alla lettera è seguito un incontro con i rappresentanti del Ministero, che hanno assicurato l’impegno governativo a consentire l’entrata in vigore del nuovo organo giurisdizionale, ma l’Avvocatura specialistica tutta ha ritenuto opportuno, in una piena sintonia di idee e di politica legislativa, organizzare un importante evento a Roma il 26 marzo 2024 ove, attraverso 4 sessioni, ognuna presieduta da uno dei rappresentanti delle quattro associazioni aderenti, è stato spiegato al mondo politico, alla Magistratura e alla società civile tutta la necessità (I sessione), l’urgenza (II sessione), il superamento delle criticità (III sessione) e il contributo dell’Avvocatura (IV sessione) nella istituzione del nuovo organo. Il Consiglio Nazionale Forense ospita l’evento, fruito dagli avvocati tutti sulla piattaforma YouTube dello Consiglio, partecipa l’OCF con i suoi rappresentanti delegati alla materia minorile e familiare. L’Avvocatura specialistica ha poi ritenuto di invitare alla discussione i rappresentanti delle associazioni dei magistrati minorili e le componenti dell’Avvocatura non in linea con l’indirizzo della maggioranza, consapevole del proprio compito persuasivo, ma anche di un serio confronto sui temi e sulle loro ricadute pratiche.
4. Vi sono, tuttavia, dei segni assolutamente nuovi nella Magistratura. Non solo ordinaria, da sempre schierata al fianco dell’Avvocatura specialistica nella riforma del processo e del giudice delle controversie minorili e familiari, a partire dal tavolo di discussione aperto nell’anno 2017 dall’iniziativa della delegata alla materia minorile e familiare del CNF, Avv. Maria Masi, ma anche alcune autorevoli componenti della magistratura minorile, attraverso una sperimentazione in due tribunali italiani, quello di Genova e di Salerno, di un cronoprogramma che consenta l’entrata in vigore del nuovo organo giurisdizionale.
Seppure non sia chiarito nel documento conclusivo della sperimentazione, a firma del presidente del tribunale per i minorenni di Genova, Dr. Luca Villa, e del presidente della sezione famiglia del tribunale di Genova, Dr. Domenico Pellegrini, il destino dei giudici onorari che la riforma non vuole entrino nella camera di consiglio, è significativo che per la prima volta i Magistrati, ivi compresa la componente minorile, tentino un progetto cronologico per l’entrata in vigore del nuovo tribunale.
L’intento non può che essere salutato positivamente, anche se in occasione del convegno di presentazione del contributo a Roma il 15 marzo 2024, presso la corte di appello, su iniziativa di “Area”, ex Magistratura Democratica, le componenti dell’Avvocatura specialistica che rappresentano l’assoluta maggioranza degli avvocati non hanno avuto accesso in una discussione che ogni volta si conduca con una dialettica effettiva, non può che portare ad un arricchimento reciproco. E’ un’occasione persa, ma va salutato positivamente l’intendimento dei Magistrati in una linea parallela a quella voluta fermamente
dall’Avvocatura: l’entrata in vigore delle norme sul tribunale unico per le persone, per i minorenni e le famiglie.