Criteri redazionali

Criteri redazionali

I criteri redazionali della rivista e del sito dell'Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia

I criteri redazionali dell'Osservatorio sul Diritto di Famiglia I criteri redazionali dell'Osservatorio sul Diritto di Famiglia

Stile.

L’articolo o la nota o la recensione devono essere divisi in paragrafi ed eventualmente sottoparagrafi, preceduti dall’indice sommario.

Non si consiglia un rientro nella prima riga di ogni capoverso e si consiglia di evitare capoversi troppo lunghi, frasi con troppe proposizioni, che rendono il contributo di più difficile lettura.

 

Forma.

Nella redazione occorre rispettare criteri di uniformità, con l’uso di times, non definito nei margine (come questo doc file) dimensione 14 pt, file rigorosamente word (anche le sentenze), mai pdf, usando standards comuni nell’uso delle maiuscole (da non abusare, solo nomi geografici, nomi comuni, inizio frase, Autorità), delle abbreviazioni e delle sigle.

Parole straniere o latine devono essere riportate in corsivo.

 

Note.

Le note devono contenere riferimenti dottrinali e giurisprudenziali sui temi trattati nel testo, sviluppare brevemente argomenti che si ritengono accessori e non meritevoli di trattazione del testo, sviluppare osservazioni critiche, possibilmente non citare i contenuti di norme di diritto o di direttive che il lettore può facilmente reperire (come quelle dei codici o delle principali leggi speciali.

Le informazioni date nelle citazioni, nelle note, tutte rigorosamente a parte in fondo pagina1 (mai nel testo) servono a facilitare la lettura oppure il lavoro di approfondimento del lettore; pertanto devono essere brevi, ma chiare e complete!

Evitare, in testo, l’abuso di citazioni letterali (di dottrina, normativa e giurisprudenza) tra virgolette. Nel caso inserire la citazione letterale in corsivo.

Le indicazioni di dottrina e giurisprudenza devono essere riportate in nota.

Le note a piè di pagina possono avere più funzioni:

  • rendono l'elaborato più agile, inserendo in esse profili che non sarebbe opportuno trattare nel testo;
  • forniscono indicazioni utili a chi volesse approfondire determinati argomenti;
  • riconoscono meriti a chi ha dato spunti, indicazioni, materiali utili per la redazione della tesi in determinati punti;
  • aiutano a comprendere la serietà della ricerca effettuata.

Nella bibliografia finale (facoltativa) devono essere riportati tutti i testi citati nelle note con delle indicazioni bibliografiche complete; nelle note, le citazioni possono essere anche abbreviate. Ulteriori testi, consultati ma non utilizzati nelle note possono essere inseriti, in quanto rilevanti.

Se verrà citata tanta giurisprudenza, può essere utile elencare le sentenze in una parte separata (in ordine cronologico e per organo e/o grado di giurisprudenza).

L’elenco dei siti citati deve contenere una breve spiegazione del contenuto delle relative pagine web(e, fra parentesi, la data dell’ultima consultazione).

Una mero elenco di indirizzi web (“sitografia”) non è utile

a nessuno. Articoli e saggi pubblicati sul web vengono inseriti nella bibliografia.

Come si cita in nota:

 

a) Dottrina

La prima citazione in ogni capitolo deve essere completa:

  • per le monografie: cognome dell’autore (in carattere normale),titolo del libro (in corsivo), luogo di pubblicazione (mai casa editrice), anno di pubblicazione, pagina di riferimento (es. Toniatti (a cura di), Diritto, diritti, giurisdizione. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, Padova, 2002, 55);
  • per gli articoli: cognome dell’autore, titolo dell’articolo (corsivo), sigla della rivista (corsivo), anno di pubblicazione, pagina di riferimento (es. Palermo, La Germania verso lo Stato nazionale multietnico? Commento a prima lettura alla nuova legge tedesca sulla cittadinanza, in Rass. Parl. 1999, 853 ss.). Per le sigle usare i criteri delle Riviste Giuffré (es Riv trim dir proc civ).

Le citazioni successive possono essere in forma abbreviata.

  • per le monografie, ad esempio: Toniatti, Diritto, cit., 58 ss.;
  • per gli articoli, ad esempio, Palermo, La Germania, cit., 853, ss.).

 

b) Giurisprudenza

La citazione della giurisprudenza deve essere completa, riportando organo giudicante, estremi della pronuncia, sigla della rivista (in corsivo), anno di pubblicazione, pagina di riferimento (es. Cons. Stato, sez.V, 12

dicembre 1998, n.676 in Foro amm.,1999, I, 234).

 

c) Normativa

La prima citazione in ogni capitolo deve essere completa (es.

D.P.R. 26 luglio 1976, n.752, Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige in materia di proporzionale negli uffici

statali siti nella provincia di Bolzano e di conoscenza delle due lingue nel pubblico impiego).

Le citazioni successive possono essere in forma abbreviata (es. D.P.R. n.752 del 1976). Mai mettere barra, sempre del.

La citazione degli articoli deve consentire l’individuazione precisa della disposizione normativa con il comma (es. art. 5, 2° comma, D.P.R. n. 752 del 1976).

 

d) Altri materiali

I materiali devono essere compatibili con una materia giuridica. Non ci sono criteri predefiniti, ciò che importa è consentire la corretta individuazione del materiale citato. Ad esempio, per pagine Web, oltre a riportare l’indirizzo completo,

è utile indicare la data dell’ultima consultazione del sito, es. Centro di Documentazione europea della Provincia autonoma di Trento: http://www.cde.provincia.tn.it/(consultato il 12/04/2017).

 

1 cd. note a piè pagina, come questa.

Focus on