Impresa familiare e donazione d’azienda

Tribunale Catania, Sez. lavoro, sentenza 23 aprile 2026 n. 1804 - Giudice del lavoro Di Benedetto

Impresa familiare e donazione d’azienda: esclusa la prelazione del partecipe in difetto di parità di condizioni




Impresa familiare – Diritto di prelazione - Diritto di riscatto - Trasferimento d’azienda - Donazione d’azienda - Parità di condizioni - Animus donandi – Simulazione - Giudicato esterno - Collaboratore familiare

Mercoledì, 5 Agosto 2026
Giurisprudenza | Impresa familiare | Donazione | Merito Sezione Ondif di Catania
Tribunale Catania, Sez. lavoro, sentenza 23 aprile 2026 n. 1804 - Giudice del lavoro Di Benedetto per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

In tema di impresa familiare, il diritto di prelazione previsto dall’art. 230-bis, comma 5, c.c., pur avendo natura di prelazione legale ed efficacia reale nei limiti di compatibilità con l’art. 732 c.c., presuppone una vicenda traslativa caratterizzata da corrispettività e onerosità, tale da consentire al partecipe di essere preferito al terzo a parità di condizioni. Ne consegue che esso non trova applicazione in caso di donazione dell’azienda familiare, poiché la causa liberale, l’animus donandi e l’assenza di controprestazione a carico del donatario rendono ontologicamente incompatibile l’esercizio della prelazione e del conseguente riscatto, salvo che sia specificamente allegata e provata la simulazione dell’atto dispositivo.

Il collaboratore di un’impresa familiare costituita con il fratello, titolare di un’azienda di rivendita di tabacchi e generi di monopolio, ha agito dinanzi al giudice del lavoro deducendo la violazione del proprio diritto di prelazione e chiedendo l’inefficacia della donazione dell’azienda effettuata dal titolare in favore del figlio, nonché il trasferimento dell’impresa in suo favore o, in subordine, il risarcimento del danno. Il Tribunale ha preliminarmente valorizzato il giudicato formatosi in altro procedimento sull’esistenza dell’impresa familiare e sull’illegittimità dell’allontanamento del collaboratore, ritenendo quindi superata la difesa dei resistenti fondata sulla pretesa cessazione volontaria della collaborazione. Ha tuttavia escluso che la donazione potesse integrare il presupposto applicativo della prelazione ex art. 230-bis c.c., perché tale diritto opera solo in presenza di un trasferimento che consenta il confronto a parità di condizioni. In assenza di corrispettivo e di allegazioni sulla simulazione della liberalità, il ricorso è stato rigettato, con compensazione integrale delle spese per la novità e peculiarità della questione.

 

Impresa familiare – Diritto di prelazione - Diritto di riscatto - Trasferimento d’azienda - Donazione d’azienda - Parità di condizioni - Animus donandi – Simulazione - Giudicato esterno - Collaboratore familiare - Rif. Leg. - art. 230-bis e 732 cod. civ.; art. 127-ter c.p.c.; art. 14 disposizioni sulla legge in generale.

editor: Cianciolo Valeria