Violenza assistita: divieto di avvicinamento e di contatti con la madre maltrattante per tutelare la serenità della minore che rifiuta il genitore. Tribunale di Lecce, Ordinanza del 18 maggio 2026

La nota di Stefano Sinisi e Maria Grazia Zecca a questa pagina

Martedì, 2 Giugno 2026
Giurisprudenza | Violenza - Ordini di protezione | Merito Sezione Ondif di Lecce
Trib. Lecce, Est. Di Battista, ord. 18.05.26 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Rilevato che, nonostante il cambiamento di atteggiamento della madre, dimostratasi più aperta e comprensiva nei confronti della figlia e delle sue emozioni, la minore, ascoltata dal Curatore Speciale, manifesta grande turbamento e paura, ricordando episodi specifici di violenza a cui aveva assistito ed esprimendo la ferma volontà di non riprendere gli incontri con la madre in assenza di un supporto psicologico per quest’ultima, vanno  confermati i provvedimenti indifferibili già assunti, di divieto per la madre di avvicinarsi alla figlia minore e ai luoghi da essa frequentati, con conseguente sospensione di ogni contatto, anche telefonico o per via telematica, e prosecuzione dei percorsi già avviati presso i Servizi sociali incaricati di monitorare la situazione socio-esistenziale della figlia e di vigilare sull’evoluzione delle dinamiche relazionali dell’intero nucleo familiare. Ciò al fine di proteggere la minore da ulteriori traumi psicologici e dal clima di violenza dalla stessa descritto, assicurandole la serenità necessaria per elaborare il proprio vissuto e proseguire il suo sviluppo psico-fisico senza pressioni o conflitti.

Rif. Leg. Art. 473-bis.15 c.p.c.

Violenza assistita – Rifiuto genitoriale – Ascolto del minore – Divieto di avvicinamento – Tutela del minore – Elaborazione del vissuto – Sviluppo psico-fisico della minore

editor: Fossati Cesare