Violenza assistita nei maltrattamenti: basta anche un episodio successivo al 9 agosto 2019 per applicare l’aggravante speciale - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 12 maggio 2026 n. 17084
Giovedì, 14 Maggio 2026
Giurisprudenza
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| Maltrattamenti e stalking
| Minori
In tema di maltrattamenti contro familiari o conviventi, ai fini del riconoscimento dell’aggravante della commissione del fatto in presenza di minore, il giudice deve accertare — avuto riguardo alla qualità delle condotte vessatorie e alle modalità della loro realizzazione, più che al loro dato meramente quantitativo — la loro idoneità a determinare nel minore uno stato di sofferenza fisica o psicologica, da valutarsi in termini di astratta offensività secondo l’“id quod plerumque accidit”. Inoltre, stante la natura abituale del delitto di cui all’art. 572 c.p., ove la condotta si protragga anche dopo l’entrata in vigore della l. n. 69/2019 ed il minore assista anche solo ad una delle condotte successive, trova applicazione l’aggravante speciale di cui all’art. 572, comma 2, c.p., e non quella previgente di cui all’art. 61, n. 11-quinquies, c.p.; quest’ultima resta applicabile soltanto quando la presenza dei minori riguardi esclusivamente fatti anteriori alla novella.
Nel caso in esame, la figlia minore della persona offesa, di circa dieci anni, aveva assistito a plurimi episodi di violenza, anche fisica ed a frasi denigratorie e umilianti rivolte alla madre.
La difesa ha proposto ricorso sostenendo che la mera presenza della minore non bastasse, senza un accertamento specifico dell’effetto lesivo sulla sua crescita psicofisica; non dovesse applicarsi l’aggravante speciale di cui all’art. 572, comma 2, c.p., ma quella previgente di cui all’art. 61, n. 11-quinquies, c.p., poiché parte delle condotte era anteriore alla riforma del 2019.
La Suprema Corte ribadisce che, nei maltrattamenti, l’aggravante non richiede la prova di un danno clinicamente accertato o di una specifica compromissione già verificatasi nel minore. È invece necessario accertare che le condotte per contenuto, per modalità di realizzazione e per il contesto relazionale e familiare siano astrattamente idonee a provocare sofferenza fisica o psicologica nel minore che vi assista.
Diritto penale – Maltrattamenti – Violenza assistita - Presenza del minore - Aggravante - Successione di leggi penali nel tempo - Reato abituale - Rif. Leg. artt. 61 n. 11 - quinquies e 572 cod. pen.
editor: Cianciolo Valeria
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