Risarcimento del danno da discriminazione di genere e cessazione delle condotte “moleste” per la lavoratrice madre illegittimamente licenziata. Tribunale di Treviso, Sez. Lav. sent. 4 marzo 2026

Tribunale Treviso, Sez. lavoro, Sent., 04/03/2026, n. 173 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Annullato il licenziamento della lavoratrice madre per difetto della giusta causa imputabile a colpa grave, il cui onere della prova ricade sul datore di lavoro, alla luce dell'art. 26,  comma 1, D.Lgs. n. 198 del 2006 che qualifica come "discriminazioni" anche le molestie ovvero quei "comportamenti indesiderati, posti in essere per ragioni connesse al sesso, aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo", va accolta la domanda di risarcimento del danno non patrimoniale – e nella specie, morale - subito dalla lavoratrice per effetto delle condotte persecutorie e discriminatorie poste in essere nei suoi confronti in quanto donna e in quanto madre, in conseguenza delle quali ha patito un'umiliazione e uno svilimento professionale e personale.

Attesa l’affinità di ratio tra le due fattispecie per l'identità del bene giuridico tutelato – ovvero, la dignità della persona – anche avendo a mente le modalità di realizzazione della condotta molesta, consistente in espressioni verbali pronunciate in presenza di terzi, il pregiudizio va liquidato facendo ricorso in via equitativa alle Tabelle Milanesi in tema di diffamazione a mezzo stampa.

Va altresì accolta la domanda di emissione di un ordine di immediata cessazione di qualsivoglia condotta discriminatoria in suo danno, considerato che la discriminazione nel caso di specie è avvenuta per molestie di natura soprattutto verbale e comportamentale, perpetrate dall'amministratore delegato, e ritenuta quindi l'elevata probabilità che tale disfunzionale caratteristica comportamentale possa permanere intatta anche per il futuro.

Rif. Leg. Art. 18 Statuto dei Lavoratori; Art. 54 D.Lgs. 151/2001; Art. 26 D.Lgs. 198/2006; Art. 38 D.Lgs. 198/2006

Licenziamento – Giusta causa – Colpa grave – Discriminazioni – Risarcimento del danno – Cessazione della condotta discriminatoria

editor: Fossati Cesare