L’accertamento della “consistenza” della sofferenza interiore derivata dalla perdita del rapporto parentale - Cass. Civ., Sez. III, Ord., 02 febbraio 2026, n. 2183

Cass. Civ., Sez. III, Ord., 02 febbraio 2026, n. 2183; Pres. Scrima, Rel. Cons. Crivelli per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

In tema di risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale la presunzione iuris tantum (che onera il convenuto della prova contraria dell’indifferenza affettiva o, persino, dell'odio) concerne l'aspetto interiore del danno risarcibile (c.d. sofferenza morale) derivante dalla perdita del rapporto parentale, mentre non si estende all’aspetto esteriore (c.d. danno dinamico-relazionale), sulla cui liquidazione incide la dimostrazione dell’effettività, della consistenza e dell’intensità della relazione affettiva (desumibili, oltre che dall’eventuale convivenza – o, all’opposto, dalla distanza del danneggiato – da qualsiasi allegazione comunque provata), delle quali il giudice del merito deve tenere conto, ai fini della quantificazione complessiva delle conseguenze risarcibili derivanti dalla lesione estrema del vincolo familiare.


Risarcimento del danno - Risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale - Accertamento da parte del giudice di merito - Onere della prova; Rif. Leg. Artt. 2043, 2059, 1223 e 1226 e 2729 c.c.

editor: Ferrandi Francesca