I rapporti fra il delitto di maltrattamenti in famiglia e quello di atti persecutori - Cass. Pen., Sez. VI, Sent., 07 gennaio 2026, n. 294

Cass. Pen., Sez. VI, Sent., 07 gennaio 2026, n. 294; Pres. De Amicis, Rel. Tondin per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

In tema di rapporti fra il delitto di maltrattamenti in famiglia e quello di atti persecutori, il divieto di interpretazione analogica delle norme incriminatrici impone di intendere i concetti di "famiglia" e di "convivenza" di cui all'art. 572, c.p. nell'accezione più ristretta, quale comunità connotata da una radicata e stabile relazione affettiva interpersonale e da una duratura comunanza di affetti implicante reciproche aspettative di mutua solidarietà ed assistenza, fondata sul rapporto di coniugio o di parentela o, comunque, su una stabile condivisione dell'abitazione, ancorché non necessariamente continuativa, sicché è configurabile l'ipotesi aggravata di atti persecutori di cui all'art. 612-bis, comma 2, c.p., e non il reato di maltrattamenti in famiglia, quando le reiterate condotte moleste e vessatorie siano perpetrate dall'imputato dopo la cessazione della convivenza "more uxorio" con la persona offesa.


Diritto penale della famiglia – Maltrattamenti in famiglia – Atti persecutori - Concetto di famiglia e di convivenza; Rif. Leg. Artt. 572 e 612-bis c.p.

editor: Ferrandi Francesca