Accertata l’abitualità dei maltrattamenti alla presenza di un minore, non serve verificare le conseguenze sul suo sviluppo psicofisico - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 21 novembre 2025 n. 37890
Martedì, 25 Novembre 2025
Giurisprudenza
| Legittimità
| Diritto penale della famiglia
| Maltrattamenti e stalking
Una volta accertato che il delitto abituale si è consumato alla presenza della minorenne in tutte le sue modalità espressive (violenza fisica, psicologica, economica, morale, ecc.), non è richiesta la verifica delle ricadute concrete sul suo sano ed equilibrato sviluppo psicofisico costituendo un dato acquisito dalla comunità scientifica mondiale, fatto proprio dalle Convenzioni internazionali recepite dal nostro codice penale con l'introduzione dell'ultimo comma dell'art. 572 cod. pen., la gravità del pregiudizio e del trauma, soprattutto di natura psicologica, subito dai minorenni esposti alla violenza domestica perpetrata ai danni della madre o dell'adulto di riferimento, anche quando non direttamente colpiti, per il significativo turbamento derivante dalla sofferenza del genitore vittima.
Diritto penale della famiglia – Maltrattamenti – Delitto abituale - Atti di violenza davanti ad un minore – Rif. Leg. art. 572 cod. pen.
editor: Cianciolo Valeria
|
Giovedì, 15 Gennaio 2026
Violazione degli obblighi di assistenza familiare e impossibilità assoluta dell'obbligato di far ... |
|
Giovedì, 15 Gennaio 2026
Lesioni già giudicate come maltrattamenti. Il principio ne bis in idem prevale ... |
|
Martedì, 13 Gennaio 2026
I rapporti fra il delitto di maltrattamenti in famiglia e quello di ... |
|
Lunedì, 12 Gennaio 2026
Maltrattamenti in famiglia: le origini culturali non possono giustificare la sopraffazione e ... |



