Accertata l’abitualità dei maltrattamenti alla presenza di un minore, non serve verificare le conseguenze sul suo sviluppo psicofisico - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 21 novembre 2025 n. 37890

 Cass. Pen., Sez. VI, sentenza 21 novembre 2025 n. 37890 - Pres. Capozzi, Cons. Rel. Di Nicola Travaglini per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Una volta accertato che il delitto abituale si è consumato alla presenza della minorenne in tutte le sue modalità espressive (violenza fisica, psicologica, economica, morale, ecc.), non è richiesta la verifica delle ricadute concrete sul suo sano ed equilibrato sviluppo psicofisico costituendo un dato acquisito dalla comunità scientifica mondiale, fatto proprio dalle Convenzioni internazionali recepite dal nostro codice penale con l'introduzione dell'ultimo comma dell'art. 572 cod. pen., la gravità del pregiudizio e del trauma, soprattutto di natura psicologica, subito dai minorenni esposti alla violenza domestica perpetrata ai danni della madre o dell'adulto di riferimento, anche quando non direttamente colpiti, per il significativo turbamento derivante dalla sofferenza del genitore vittima.


Diritto penale della famiglia – Maltrattamenti – Delitto abituale - Atti di violenza davanti ad un minore – Rif. Leg. art. 572 cod. pen.

editor: Cianciolo Valeria