Una breve nota sulla pronuncia del tribunale per i minorenni dell’Aquila intorno alla “famiglia del bosco” di Claudio Cecchella

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Nota a Famiglia nel Bosco, di Claudio Cecchella Nota a Famiglia nel Bosco, di Claudio Cecchella

Ormai da tempo, a causa dello stile giornalistico di alcuni quotidiani nell’esposizione dei fatti che hanno più risonanza sociale e dell’esplosione incontenibile degli interventi individuali nei c.d. social, non si perde occasione di mettere in vetrina la propria opinione, purtroppo senza una seria conoscenza dei fatti e degli atti.

Si nota, infatti, una presa di posizione generalizzata, prima ancora che una pronuncia giurisdizionale sia divulgata nei suoi contenuti e nella sua motivazione, pur manifestandosi un’attenuazione dei toni e una diversa presa di posizione, dopo che la motivazione è stata finalmente resa pubblica nei principali portali di giurisprudenza.

È opportuno, tuttavia, esprimere una breve nota, per la gravità dei toni che ha assunto il dibattito, con l’avviso che questa opinione ha a oggetto esclusivamente l’ordinanza con la sua motivazione, senza aver avuto, per ovvie ragioni di riservatezza, accesso agli atti di causa.

È anzitutto opportuno chiarire – essendo stata messa in discussione dagli “esperti” che si sono avvicendati nel commento – che il tribunale per i minorenni ha piena competenza sulle misure da assumere in relazione alla responsabilità genitoriale (art. 38 disp. att. c.c.), competenza che distingue l’organo dal tribunale ordinario, che ha competenza sul resto. La presa di posizione, pure in sede politica, dovrebbe far meditare i suoi protagonisti piuttosto sull’orientamento del Ministero, fermo nel non impegnare risorse e quindi bloccare la riforma del tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie che risolve la ripartizione di competenze in un unico organo di prossimità.

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editor: Fossati Cesare