Testimonianza della persona offesa, limiti del controllo in Cassazione e tentativo di violenza sessuale: criteri di valutazione e rideterminazione della pena - Cass. Pen., Sez. III, sent. 7 novembre 2025 n. 36348

Cass. Pen., Sez. III, sentenza 7 novembre 2025 n. 36348 – Pres. Di Nicola, Cons. Rel. Corbetta per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

La testimonianza della persona offesa dal reato è soggetta a una precisa scansione logica: si parte dall’analisi della capacità a testimoniare, si passa alla credibilità soggettiva, si valuta l’attendibilità intrinseca del racconto e, solo se necessario, si cercano riscontri esterni.
Non è necessario che le dichiarazioni della persona offesa siano sempre corroborate da riscontri esterni: questi sono richiesti solo quando la persona offesa ha un interesse diretto nel processo (ad esempio, quando si è costituita parte civile), e servono esclusivamente a escludere intenti calunniatori, non a costituire autonome prove del fatto.
La Corte di Cassazione non può sovrapporre la propria valutazione delle prove a quella dei giudici di merito. Il controllo di legittimità si limita a verificare la coerenza logica della motivazione e l’assenza di manifeste illogicità, senza poter rivalutare il merito delle prove.
Il tentativo di violenza sessuale è configurabile ogni volta che la condotta violenta o minacciosa non abbia determinato un’immediata e concreta intrusione nella sfera sessuale della vittima, ma sia comunque orientata in modo univoco al compimento di atti sessuali contro la volontà della persona offesa.
In caso di errore nell’applicazione delle attenuanti da parte della Corte d’Appello, la Corte di Cassazione può procedere direttamente alla rideterminazione della pena, senza necessità di rinvio, se non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto.

 
Diritto penale – Violenza sessuale – Valore della testimonianza – Limiti del sindacato di legittimità della Cassazione - Configurabilità del tentativo di violenza sessuale - Applicazione delle attenuanti e rideterminazione della pena Rif. Leg. artt. 56, 62, 192 e 609-bis cod. pen.

editor: Cianciolo Valeria