Maltrattamenti in famiglia: assoluzione dell’imputato in difetto di prova di una unitaria condotta vessatoria e prevaricatrice. Tribunale Pen. di Ferrara sent. 17 settembre 2025
Qualora non sia stata raggiunta la prova che le condotte asseritamente poste in essere dall’imputato nei confronti della moglie, sebbene lesive dei diritti fondamentali della stessa (e, come tali, sanzionabili autonomamente dall'ordinamento giuridico), in quanto traenti origine da situazioni contingenti e particolari che sempre possono verificarsi nei rapporti interpersonali di una convivenza familiare, siano riconducibili nell'ambito di "una cornice unitaria caratterizzata dall'imposizione al soggetto passivo di un regime di vita oggettivamente vessatorio", va pronunciata sentenza di assoluzione del reato di maltrattamenti in famiglia.
Nella fattispecie, infatti, non può ritenersi raggiunta la prova della sussistenza di quel dolo unitario e uniforme che deve investire necessariamente la condotta del reato, consistente nell'inclinazione della volontà ad una condotta oppressiva e prevaricatoria sistematica e programmata, che si realizza nella reiterazione del comportamento, di modo che il colpevole accetta di compiere le singole sopraffazioni con la consapevolezza di persistere in un'attività illecita, posta in essere già altre volte, con la grave intenzione di avvilire e sopraffare la vittima.
Rif. Leg. Art. 572 c.p.
Maltrattamenti in famiglia – Dolo unitario e uniforme – Condotta oppressiva e prevaricatoria – Sopraffazione della vittima
editor: Fossati Cesare
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