La Carta non vieta di provare la paternità mediante il prelievo post mortem di campioni genetici - Conclusioni dell’avvocata generale nella causa C-196/24

Venerdì, 12 Settembre 2025
Giurisprudenza | Diritto internazionale | CEDU/UE
Conclusioni dell’avvocata generale nella causa C-196/24 - 11 settembre 2025 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

In virtù del principio del reciproco riconoscimento, un tribunale francese non può respingere una richiesta di assunzione delle prove presentata da un tribunale italiano, anche se il suo diritto interno vieta, per motivi di ordine pubblico, il prelievo di campioni genetici da una salma al fine di provare la paternità se l'interessato non aveva dato il suo consenso espresso quando era in vita.



Rinvio pregiudiziale – Cooperazione giudiziaria fra le autorità giudiziarie degli Stati membri in materia civile o commerciale – Assunzione delle prove in materia civile o commerciale – Esumazione di una salma per stabilire la filiazione – Analisi genetica – Richiesta di assunzione di prove ritenute contrarie a principi fondamentali del diritto nazionale dello Stato membro richiesto – Motivi di rifiuto della richiesta di assunzione delle prove – Conflitto tra diritti fondamentali – Dignità umana del defunto – Rispetto della vita privata e familiare – Identità personale – Diritto di conoscere le proprie origini genetiche; Rif. Leg. Reg. 2020/1783






editor: Ferrandi Francesca