La minore vittima di violenza domestica può tornare a casa per il tempo in cui il padre si trova in carcere. Corte d’Appello di Genova, Decreto 18 luglio 2025
Nel momento in cui il padre, già autore di maltrattamenti in danno della madre e della figlia, viene incarcerato, la soluzione più equilibrata in favore della minore, che ha manifestato sofferenze per gli scarsi contatti con la madre e i fratelli e per le limitazioni della vita in comunità, è quello di consentirne il rientro nella casa familiare, salvo il ritorno in comunità nel caso in cui il genitore venga scarcerato. Viste comunque le debolezze del nucleo familiare e della madre, la quale ultima in talune circostanze ha manifestato un comportamento omertoso di fronte alle intemperanze del marito, è opportuno inserire con una certa frequenza un’educatrice a supporto della minore.
Rif. Leg. Art. 473-bis.24 c.p.c.; Artt. 330, 333, 403 c.c.; Art. 3 Decreto Legge 14 agosto 2013, n. 93
Violenza domestica – Inserimento in comunità – Affidamento al servizio – Limitazioni dell’esercizio della responsabilità genitoriale – Allontanamento – Ritorno a casa – Detenzione del padre
editor: Fossati Cesare
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