Assegno divorzile per la moglie che ha sacrificato l’attività lavorativa per la famiglia - Tribunale di Verona, Sent., 25 maggio 2025, n. 1223


Si ringrazia l’Avv. Barbara Lanza per la segnalazione del provvedimento

Venerdì, 6 Giugno 2025
Giurisprudenza | Divorzio | Merito Sezione Ondif di Verona
Trib. di Verona, Sent, 25 maggio 2025, n. 1223; Est. Dott.ssa Silvia Rizzuto per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Ai fini del riconoscimento di un assegno divorzile non è necessario che il richiedente dimostri di aver abbandonato il lavoro per dedicarsi esclusivamente alla cura della famiglia, assumendo rilievo il semplice sacrificio di attività lavorativa o di occasioni professionali come, ad esempio, la scelta di lavorare part time o quella di optare per un lavoro meno remunerativo rispetto a un altro, che però lascia più tempo per seguire nel quotidiano il coniuge, i figli e la casa, come pure la decisione di rinunciare, per gli stessi motivi, a promozioni, a nuovi incarichi o ad avanzamenti di carriera. (Nella fattispecie concreta l’istruttoria non solo evidenziava una evidente disparità reddituale, ma risultava altresì che, un anno dopo la nascita del figlio, la ricorrente che lavorava a tempo pieno fosse passata ad un orario part time a causa di un’importante malattia del che ha richiesto un intervento chirurgico, successivi frequenti controlli e visite mediche; questo a differenza del marito che ha continuato a lavorare a tempo pieno. L’aver seguito il figlio nell'attività sportiva, o l’aver preso qualche permesso lavorativo e l’essere fiero dei risultati scolastici del medesimo, sono circostanze indice di un normale rapporto genitoriale ma che nulla tolgono al sacrificio lavorativo della moglie).


Divorzio – Cessazione degli effetti civili  – Presupposti per il riconoscimento dell’assegno divorzile - Assegno divorzile; Rif. Leg. Art. 3 e 5 l. n. 898/1970

 

editor: Ferrandi Francesca