Maltrattamenti. La coabitazione non è sufficiente alla contestualizzazione dei maltrattamenti - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 19 maggio 2025 n. 18740

Cass. Pen., Sez. VI, sentenza 19 maggio 2025 n. 18740 – Pres. Aprile, Cons. Rel. Paternò Raddusa per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Nei contesti para-familiari, la coabitazione, seppur non necessariamente continuativa, è condizione necessaria ma non sufficiente alla contestualizzazione in termini di maltrattamenti delle condotte abitualmente vessatorie ascritte al prevenuto.
Per restringere i canoni di accertamento in fatto dei presupposti ritenuti indispensabili nel definire il concetto di convivenza utile alla configurazione dei maltrattamenti, occorrerà verificare una consuetudine di vita e una comunione di interessi consolidate nel tempo, corrispondenti ad una prassi comportamentale fondata su istanze di reciproca assistenza e solidarietà che di certo esondano gli argini della mera coabitazione ma anche i rapporti che non trovano fondamento in un legame di matrice sentimentale.
 
Maltrattamenti – Convivenza e coabitazione - Divieto di interpretazione analogica delle norme incriminatrici - Rif. Leg. art. 572 cod. pen.; art. 545-bis cod. proc. pen.; art. 25 Cost., art. 14 preleggi.

editor: Cianciolo Valeria