Non scrimina la condotta delittuosa ex art. 387-bis cod. pen. la circostanza che la persona offesa consenta l’avvicinamento da parte dell'imputato - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 15 maggio 2025 n. 18329
Venerdì, 16 Maggio 2025
Giurisprudenza
| Violenza - Ordini di protezione
| Diritto penale della famiglia
| Legittimità
Nelle fattispecie di violenza di genere e domestica, le prescrizioni della misura cautelare (come il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima e il mantenimento di una distanza minima) vincolano l'indagato a evitare ogni contatto con la vittima, persino quando non sia l'indagato a sollecitare l'incontro e si avvicina alla persona offesa che volontariamente gli consente di avvicinarsi all’abitazione per vedere il figlio.
In tema di divieto di avvicinamento imposto con la misura cautelare, non scrimina la condotta delittuosa ex art. 387-bis cod. pen. la circostanza che la persona consenta al vietato avvicinamento da parte dell'imputato.
Violenza - Divieto di avvicinamento – Violazione da parte dell’imputato con il consenso della vittima – Scriminante – Non sussiste - Rif. Leg. artt. 131-bis e 387-bis cod. pen.
editor: Cianciolo Valeria
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