Maltrattamenti in famiglia e non atti persecutori per le condotte vessatorie commesse dopo la separazione - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 5 maggio 2025 n. 16652

Cass. Pen., Sez. VI, sentenza 5 maggio 2025 n. 16652 - Pres. De Amicis, Cons. Rel. Tondin per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Integrano il reato di maltrattamenti in famiglia, e non quello di atti persecutori, le condotte vessatorie nei confronti del coniuge che, sorte in ambito domestico, proseguano dopo la sopravvenuta separazione di fatto o legale, in quanto il coniuge resta "persona della famiglia" fino allo scioglimento degli effetti civili del matrimonio, a prescindere dalla convivenza.
La separazione, infatti, è condizione che non elide lo "status" acquisito con il matrimonio, dispensando dagli obblighi di convivenza e fedeltà, ma lasciando integri quelli di reciproco rispetto, assistenza morale e materiale, е collaborazione, che discendono dall'art. 143, comma 2, cod. civ.


Maltrattamenti in famiglia - Atti persecutori – Condotte vessatorie nei confronti del coniuge dopo la sopravvenuta separazione di fatto o legale - Rif. Leg. art. 143, comma 2, cod. civ.; artt. 387-bis e 572 cod. pen.

editor: Cianciolo Valeria