Tenta di strangolare la moglie. Non c’è desistenza per l’intervento salvifico della figlia - Cass. Pen., Sez. I, sent. 3 aprile 2025 n. 13104
Nei reati di danno a forma libera - qual è certamente l'omicidio - la desistenza può aver luogo solo nella fase del tentativo incompiuto, non essendo configurabile una volta che siano posti in essere gli atti da cui origina il meccanismo causale capace di produrre l'evento, interrotto dall’intervento di una terza persona.
La Corte di merito ha fatto buon governo dei principi che informano la materia, evidenziando come potesse ritenersi integrato il tentativo omicidiario poiché la condotta posta in essere dall'imputato contro la moglie sino all'intervento risolutore della figlia, integrava di certo l'idoneità degli atti, sotto il profilo della loro univoca direzione a cagionare la morte della persona offesa.
Tentato omicidio della moglie – Tentativo per inidoneità degli atti - Idoneità e univocità in fatto – Reato impossibile - Desistenza – Rif. Leg. artt. 49, 56, 115, 575 e 577 cod. pen.
editor: Cianciolo Valeria
|
Venerdì, 17 Luglio 2026
Maltrattamenti in famiglia: il reato non è escluso per effetto della minore ... |
|
Lunedì, 13 Luglio 2026
Maltrattamenti in famiglia, abitualità della condotta e aggravante della presenza del minore: ... |
|
Lunedì, 13 Luglio 2026
Confisca allargata e beni donati al figlio: onere motivazionale sull’interposizione fittizia nel ... |
|
Venerdì, 10 Luglio 2026
Circonvenzione di persone incapaci: lo stato di infermità o deficienza psichica della ... |



