Maltrattamenti e matrice culturale dei delitti di violenza domestica e contro le donne - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 21 ottobre 2024 n. 38602

Cass. Pen., Sez. VI, sentenza 21 ottobre 2024 n. 38602 - Pres. Aprile, Cons. Rel. Travaglini per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Indispensabile adottare una lettura del delitto di maltrattamenti che valorizzi innanzitutto l'appartenenza di genere dell'autore e della persona offesa, quale chiave interpretativa per collocare in una dimensione relazionale ed identitaria gli atteggiamenti discriminatori e sessisti dell'agente. Questi, infatti, infligge le proprie violenze (psicologiche, economiche, sessuali o fisiche) alla vittima proprio in quanto donna che, per essere tale, deve ubbidire ed assecondare i suoi voleri, rivestire obbligatoriamente precisi ruoli familiari, soggiacere alla dominazione dell'uomo di famiglia ed essere priva di esigenze proprie e spazi di autonomia e se non si adegua deve essere punita con disprezzo, umiliazioni, violenze, isolamento.
Ai fini della configurabilità del delitto in esame è, dunque, necessaria la valorizzazione di tutte le componenti in cui si esprime il maltrattamento, soprattutto quello psicologico, convergenti nello strutturare una normalizzata relazione di dominazione e controllo della libertà femminile, non riconosciuta, per impedirla nell'ambito di una relazione di coppia o di altro rapportò familiare.

 
Maltrattamenti -Matrice culturale dei delitti - Rif. Leg. art. 572 cod. pen.; Convenzione di Istanbul

editor: Cianciolo Valeria