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Maltrattamenti. L’infedeltà del coniuge e il riconoscimento dei propri diritti patrimoniali non incidono sul dolo - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 8 luglio 2024 n. 26934

Cass. Pen., Sez. VI, sentenza 8 luglio 2024 n. 26934 – Pres. De Amicis, Cons. Rel. Travaglini per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Ritenere l'infedeltà coniugale della persona offesa come determinatrice delle violenze dell'autore e tale da escludere il dolo del reato, come prospettato dal ricorso, richiama schemi interpretativi ampiamente superati dalla coscienza sociale e dall'ordinamento giuridico, perché riconosce come plausibile la chiave di lettura discriminatoria offerta dall'agente sul presupposto che, l'onore maschile, leso dal mero dubbio di relazioni extra-coniugali della moglie, imporrebbe di rimediarvi attraverso forme punitive, mosse da pulsioni incontrollabili, capaci di riaffermare, anche pubblicamente, la propria supremazia e, dunque, la propria rivendicata identità.
Non incide sul dolo del reato la circostanza che la persona offesa abbia legittimamente richiesto, al Tribunale civile, il riconoscimento dei propri diritti patrimoniali nei confronti del marito.

 
Maltrattamenti – Delitto di mera condotta - Dolo – Infedeltà del coniuge – Rif. Leg. art. 572 cod. pen.; art. 3 Cost.; art. 12.1 della Convenzione di Istanbul; art. 5 della Cedaw

editor: Cianciolo Valeria