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La casa familiare va assegnata in ragione degli esclusivi interessi della prole. Corte d’Appello di Milano, Sent. 28 giugno 2024

Sabato, 6 Luglio 2024
Giurisprudenza | Assegnazione della casa | Merito
Corte d'Appello di Milano, Est. Arceri, sentenza 28.06.24 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Il provvedimento di assegnazione della casa familiare mira precipuamente alla conservazione, in favore della prole, del domicilio dove si sono radicati abitudini ed affetti del minore, e va adottato esclusivamente in funzione di detto interesse, valutando attentamente in che misura la regolazione del possesso della casa familiare in ragione dei profili dominicali e l’eventuale revoca della disponibilità dell’alloggio in capo al genitore convivente con la prole possano pregiudicare il sereno ed equilibrato sviluppo del minore, specie se in tenera età; detto provvedimento va emesso in favore del genitore che stabilmente vive unitamente alla prole, considerando anche l’incidenza economica, sia in danno di colui che è proprietario o comproprietario dell’immobile, sia a vantaggio di chi, restando nella disponibilità di abitazione in tutto o in parte altrui, profitta del corrispondente valore patrimoniale

 

Conf. Cass. Ord. 24 febbraio 2023 n. 5738

 

Rif. Leg. Artt. 337-ter, 337-sexies c.c.

 

Assegnazione della casa familiare – Provvedimenti riguardo ai figli

 

La Corte d’Appello di Milano accoglie parzialmente l’appello promosso avverso la sentenza del Tribunale di Milano la quale, affidando il figlio minore ad entrambi i genitori, ne disponeva il collocamento presso il padre nella casa allo stesso assegnata con i relativi arredi e pertinenze, ponendo a carico del predetto l’onere di mantenimento della figlia maggiorenne non economicamente indipendente e a carico della madre un contributo per il mantenimento ordinario del figlio minore, oltre alla metà delle spese di viaggio sostenute da quest’ultimo per raggiungerla, con ripartizione tra i genitori delle spese straordinarie nella misura della metà per ciascuno. 

La Corte fonda la pronuncia di rigetto della richiesta materna di assegnazione in suo favore della casa familiare sulle osservazioni raccolte all’esito dell’ascolto del minore in occasione del quale si è appreso che nella casa coniugale il figlio vive ormai stabilmente da due anni, insieme al padre ed alla di lui nuova compagna, e nonostante le difficoltà del rapporto interpersonale con quest’ultima, in tale ambiente parafamiliare, il minore ha stabilizzato vita ed abitudini, che verrebbero nuovamente stravolte nel caso in cui la madre recuperasse la disponibilità del domicilio di esclusiva proprietà.

Peraltro, la circostanza che la donna abbia ormai spostato il centro dei propri interessi in altra regione, ove ha acquistato altra abitazione da condividere con il nuovo compagno e la figlia maggiorenne, induce il Collegio a ritenere che, come già si è verificato in passato, la donna si limiterebbe a sfruttare il predetto domicilio come “appoggio”.

In ordine agli aspetti patrimoniali, in considerazione del divario economico tra le parti e del godimento della casa familiare di esclusiva proprietà della madre da parte del padre, la Corte revoca l’assegno di mantenimento in favore del minore a carico della madre, con effetti restitutori ex tunc dalla data di decorrenza fissata dalla pronuncia gravata.

Per quanto concerne l’obbligo di mantenimento della figlia maggiorenne solo parzialmente autosufficiente, viene confermata la contribuzione a carico del padre, ritenuta adeguata anche in ragione dell’avvenuta parziale emancipazione economica della figlia, di cui è percettrice legittimata la madre, ancora convivente con la stessa.

editor: Fossati Cesare