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Maltrattamenti in famiglia e termine di consumazione del delitto - Cass. Pen., Sez. VI, Sent., 10 giugno 2024, n. 23204

Cass. Pen., Sez. VI, Sent., 10 giugno 2024, n. 23204; Pres. De Amicis, Rel. Cons. Di Nicola Travaglini per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

La struttura discontinua e frammentaria del delitto di maltrattamenti in famiglia, soprattutto quando sia "proprio" (cioè laddove le condotte maltrattanti, fisiche o psicologiche, singolarmente prese non configurano reati), impone all'interprete di leggere i singoli atti, non costitutivi di per sé reato, secondo una prospettiva globale che ne valorizzi adeguatamente il grado di offensività, collocandoli entro la trama discriminatoria che viene a connotare, talora con identiche dinamiche, lo sviluppo di quella relazione nel tempo (es: utilizzo dei medesimi appellativi sessisti, delle stesse forme di umiliazione e disprezzo, impiego di identici strumenti manipolatori, ecc.). Il singolo segmento deve essere collocato, dunque, nell'ambito del più ampio sviluppo di una condotta causalmente orientata alla creazione prima, e al mantenimento poi, di un rapporto ordinariamente fondato su una matrice sopraffattoria dell'agente ai danni della persona offesa.


Diritto penale della famiglia - Maltrattamenti in famiglia – Termine di consumazione del reato – Successione di leggi nel tempo; Rif. Leg. Art. 572 c.p.

editor: Ferrandi Francesca