Impresa familiare. La documentazione fiscale non basta ai fini della corresponsione di utili - Tribunale di Bologna, Sez. Lavoro, sent. 27 settembre 2022 n. 339

In tema di impresa familiare ex art. 230-bis cod. civ., la predeterminazione, ai sensi dell'art. 9 della legge n. 576 del 1975, e nella forma documentale prescritta, delle quote di partecipazione agli utili dell'impresa familiare, sia essa oggetto di una mera dichiarazione di verità o di un negozio giuridico può risultare idonea, in difetto di prova contraria da parte del familiare imprenditore, ad assolvere mediante presunzioni l'onere - a carico del partecipante che agisca per ottenere la propria quota di utili - della dimostrazione sia della fattispecie costitutiva dell'impresa stessa che dell'entità della propria quota di partecipazione - in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato - agli utili d'impresa.
Nel caso in esame, però, le dichiarazioni dei redditi presentate dalla moglie non hanno assolto l'onere probatorio perché l’istruttoria ha infatti permesso di accertare che la ricorrente non aveva prestato in modo continuativo attività lavorativa in favore dell’impresa familiare. 

 

Impresa familiare – Rif. Leg. art. 230 bis cod. civ.