Adozione piena e mite non possono coesistere. Corte di Appello di Milano, sent. 10 novembre 2022

Adozione piena e mite non possono coesistere. Corte di Appello di Milano, sent. 10 novembre 2022

Va respinto l'appello proposto dai genitori biologici e va confermata la pronuncia del Tribunale per i Minorenni dichiarativa dello stato di adottabilità del minore, con conseguente sospensione dei predetti dalla responsabilità genitoriale sul figlio e interruzione dei rapporti tra il minore e i suoi familiari, quanto alla valutazione in ordine allo stato di abbandono del minore, laddove la situazione dei genitori sia divenutai irreversibile e si possano riscontrare sotto ogni punto di vista le criticità che entrambi gli appellanti presentano sotto il profilo della idoneità genitoriale. 

Va parimenti rigettata la richiesta di adozione mite avanzata in via subordinata dalla madre in quanto, come da consolidata giurisprudenza sul punto, la diversità dei procedimenti e delle statuizioni adottate all'esito degli stessi impedisce che nell'ambito del giudizio di accertamento dello stato di adottabilità sia assunta alcuna statuizione che faccia applicazione dell'art. 44 della Legge n. 184 del 1983.  (CF)

Inadeguatezza dei genitori - Irreversibilità della incapacità genitoriale - Affidamento preadottivo del minore - Dichiarazione dello stato di adottabilità del minore - Sospensione dalla responsabilità genitoriale

Rif. Leg.: Artt. 7, 8, 15, 19, 22, 44 Legge 184/1983 e ss.mm.ii, Artt. 737 e ss. c.p.c.

giovedì, 24 novembre 2022
Giurisprudenza | Adozione | Merito
Corte d'Appello di Milano, Est. Pizzi, sentenza 10.11.22 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Nella fattispecie, la Corte di Appello di Milano, ritenuto infondato l'appello proposto, conferma la  decisione del Giudice di prime cure.

Quanto allo stato di abbandono si richiamano le circostanze già valutate dal primo Giudice, ossia l'inadeguatezza dei genitori ad occuparsi del minore a causa del perdurante stato di tossicodipendenza della madre (dalla quale sono già stati allontanati altri quattro figli) e il disinteresse del padre nei confronti del figlio; l'impossibilità della madre di sintonizzarsi con i bisogni del figlio; l'assenza di una concreta stabile situazione abitativa e familiare ove il minore possa essere collocato; l'assenza di un progetto di vita saldo e tutelante da parte di entrambi i genitori che non hanno rapporti tra di loro. Per di più, nel corso del procedimento la situazione è divenuta irreversibile in quanto la madre ha abbandonato gli interventi terapeutici rifiutando di essere seguita sia dal Noa che dai Servizi così come il padre ha smesso di avere contatti con il minore. Come statuito dalla Suprema Corte sul punto (Cfr. Cass. S.U. sentenza n. 35110 del 17.11.2021), la dichiarazione di adottabilità di un minore costituisce una extema ratio che si fonda sulla irreversibile non recuperabilità della capacità genitoriale in presenza di fatti gravi che devono essere dimostrati in concreto.

Peraltro, anche qualora fosse ravvisabile un futuro recupero da parte dei genitori, i tempi non sarebbero compatibili con l'esigenza di una crescita equilibrata del minore, circostanza questa di estrema delicatezza come rilevato da costante giurisprudenza sul tema che ha posto in risalto il consolidato criterio di bilanciamento degli interessi in vista della tutela dei diritti del minore nella delicata fase evolutiva (Cfr. Cass. Civ. sez. I, 28.02.2022 n. 6533).

Quanto alla adozione mite, nuovamente il Collegio si riporta alla giurisprudenza della Suprema Corte (Cfr. Cass. civ. sez. I, 01.07.2022 n. 21024) la quale comunque richiede che, nel procedimento volto alla dichiarazione di adottabilità, l'indagine delle condizioni di abbandono morale e materiale del minore e sulla corretta capacità dei genitori biologici sia completa e non trascuri alcun rilevante profilo relativo ai diritti del minore, verificando se l'interesse di quest'ultimo a non recidere il legame con i genitori naturali debba prevalere o recedere rispetto al quadro deficitario delle loro capacità genitoriali.

Nel caso di specie la mancanza di statuizioni di vita stabili e di un progetto condiviso da parte dei genitori ostano alla possibilità di mantenere legami significativi con il minore anche in ragione della mancanza, da tempo, di contatti con il figlio. E, in ogni caso, i tempi di recupero dei genitori collidono con le esigenze di crescita del minore, che sono attuali e concrete e necessitano di attenzioni e accudimento costanti che i genitori allo stato non sono in grado di offrire.

Nel caso di specie, la conservazione di legami con la famiglia di origine costituirebbe una scelta non adeguata al preminente interesse del minore. 

Assorbita ogni altra questione, l'appello, infondato, va respinto.