Nella contemporanea pendenza prevale il divorzio. Corte d’Appello di Bologna, 28 ottobre 2022

Nella contemporanea pendenza prevale il divorzio. Corte d’Appello di Bologna, 28 ottobre 2022

Per evitare il rischio di contrasti nelle decisioni nella contemporanea pendenza tra i due giudizi (separazione e divorzio) merita in ogni caso di essere privilegiato quello del divorzio; ciò non tanto in quanto logicamente successivo, ma perché le sue decisioni sono potenzialmente destinate a proiettare i propri effetti nel tempo in modo più duraturo e avere così una più estesa tenuta nella regolamentazione dei rapporti tra gli ex coniugi, mentre la decisione del giudice della separazione (e del procedimento per la modifica delle condizioni di separazione) è fisiologicamente limitata da un punto di vista temporale e la valutazione e decisione sulle stesse all’interno del processo di divorzio non può quindi che avere carattere assorbente rispetto agli stessi profili ancora eventualmente sub iudice nella separazione (e di modifica). (CF)

Modifica delle condizioni di separazione – fase di appello – richiesta di autorizzazione al trasferimento – contemporanea pendenza con giudizio di divorzio - competenza

Rif. Leg.: art. 710 cpc

Conforme: Cass. Civ. Sez. I, Sent. n. 4238 del 19.07.1982

martedì, 22 novembre 2022
Giurisprudenza | Separazione e divorzio: aspetti processuali | Merito
Sezione Ondif di Modena
Corte d'Appello di Bologna, Est. Allegra, decreto 28.10.22 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi
Corte Appello Bologna 28.10.22 massima per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

La Corte d’Appello di Bologna dichiara improcedibile il reclamo proposto dalla madre di un minore avverso un provvedimento emesso dal Tribunale di Modena all’esito di un procedimento ex art. 710 c.p.c. nel quale veniva rigettata la richiesta di modifica delle condizioni di separazione consensuale diretta ad ottenere l’autorizzazione al trasferimento della residenza del figlio con sé presso altra regione in cui viveva il nuovo compagno, trasferimento non autorizzato dal padre del minore. Nelle more del reclamo, infatti, veniva instaurato dal padre avanti il Tribunale di Modena un procedimento di divorzio nel quale la madre si costituiva insistendo anche in questa sede per ottenere l’autorizzazione al trasferimento già negato nel procedimento ex art. 710 c.p.c.  adducendo nuovi motivi ossia la nascita di una figlia dal compagno e l’acquisto di una casa nel luogo di residenza del compagno. La prima udienza presidenziale del procedimento di divorzio veniva celebrata prima dell’udienza di comparizione avanti al giudice del reclamo e in quella sede il Presidente del Tribunale rimetteva la pronuncia sul trasferimento della residenza alla Corte d’Appello, ritenuta competente. Il Presidente del Tribunale decideva che non poteva essere esaminata in sede presidenziale la reiterata richiesta di autorizzazione a trasferirsi con il figlio essendo stata la questione devoluta alla Corte d’Appello di Bologna limitandosi a confermare i provvedimenti della separazione. Pur non avendo provveduto il Presidente del Tribunale di Modena sulla richiesta autorizzazione al trasferimento la Corte d’Appella decideva dichiarando il reclamo improcedibile ritenendo la domanda di modifica assorbita dal giudizio di divorzio.

Incidentalmente la Corte d’Appello richiama, confermandolo, il proprio orientamento in materia di reclamo dei provvedimenti presidenziali secondo il quale qualora sia proposto reclamo alla Corte di Appello, e prima che questa si pronunci, venga altresì presentata al G.I. istanza di modifica o revoca ai sensi del quarto comma dell’art. 709 c.p.c., la scelta della parte di adire ulteriormente un altro organo, deputato ad una più ampia valutazione, evidenzia la volontà implicita di rinuncia al rimedio di minore portata (il reclamo ex art. 708 quarto comma c.p.c.), che pertanto diviene improcedibile. Ad ulteriore sostegno del proprio orientamento viene richiamato il principio della concentrazione delle tutele che ha costituito la chiave di lettura fondamentale dell’art. 38 disp att. c.c. e ora recepito dal legislatore della riforma, che ha previsto la competenza del giudice della crisi familiare (separazione, divorzio, provvedimenti ex art. 337 ter ss) a trattare ogni profilo in tema di responsabilità e regolamentazione della responsabilità genitoriale.

(si veda la collegata Ordinanza resa dal Presidente del Tribunale di Modena il 18.10.22).

 

*Si ringrazia l’avv. Caterina Bernardi, Presidente Ondif sez. Modena