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La valutazione dello stato di adottabilità  deve essere attuale. Cass., Sez. I, Ord. 12 luglio 2022 n. 22063

In tema di adozione del minore, il Giudice, nella valutazione della situazione di abbandono, quale presupposto per la dichiarazione dello stato di adottabilità, deve fondare il proprio convincimento effettuando un riscontro attuale e concreto, basato su indagini e approfondimenti riferiti alla situazione presente e non passata, tenendo conto della positiva volontà di recupero del rapporto genitoriale da parte dei genitori.

Invero, il Giudice chiamato a decidere sullo stato di abbandono del minore, e quindi sulla dichiarazione di adottabilità, deve accertare la sussistenza dell'interesse del minore a conservare il legame con i suoi genitori biologici, pur se deficitari nelle loro capacità genitoriali, in quanto l'adozione legittimante costituisce l'"extrema ratio" cui può pervenirsi quando non si ravvisi tale interesse, e ciò considerato che nell'ordinamento coesistono sia il modello di adozione fondato sulla radicale recisione dei rapporti con i genitori biologici, sia modelli che escludono tale requisito e consentono la conservazione del rapporto, quali le forme di adozione disciplinate dagli artt. 44 e ss. delle Legge n. 184 del 1983 e in particolare l'art. 44, lett d).

Tanto premesso, va cassata la sentenza della Corte di Appello di Roma che ha omesso l'esame di fatti decisivi e controversi tra le parti, formulando un giudizio non attuale sulla effettiva condizione psicologica della madre e della minore, e che ha omesso di pronunciare in ordine alla richiesta di "adozione mite".  (CF)

Conformi: Cass., sez. 1, 1 dicembre 2015 n, 24445; . Cass., sez 1, 13 febbraio 2020, n. 3643; Cass. sez 1, 25 gennaio 2021 n. 1476; Cass., sez. 1, 22 novembre 2021 n. 35840; Cass. sez. 1, 5 aprile 2022, n. 10989, Corte Cost. n. 79 del 2022.

Minore in stato di adottabilità - Rilevanza della perizia stragiudiziale che apporta elementi innovati - Valutazione attuale dello stato di abbandono - Interesse del minore a conservare il legame con i genitori biologici. 

Rif. Leg.: Artt. 8- 21, 44 e ss. Legge 4 maggio 1983 n.184 e ss.mm.ii.

 

Sabato, 17 Settembre 2022
Giurisprudenza | Adozione | Legittimità Sezione Ondif di Roma
Cass. Sez. I, Est. D'Orazio, Ordinanza 12.07.22 n.22063 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Nella fattispecie, la Suprema Corte rileva come il Giudice dell'appello, basandosi essenzialmente sulle risultanze della CTU espletata tre anni prima, abbia omesso di esaminare fatti decisivi, come l'ulteriore percorso terapeutico intrapreso dalla madre, e le circostanze di fatto emerse dalla perizia stragiudiziale espletata nell'anno 2020, propedeutica all'ammissione di una nuova CTU. 

Preliminarmente, pertanto, viene enunciato il principio di diritto secondo quando i rilievi contenuti nella consulenza di parte siano precisi e circostanziati, tali da portare a conclusioni diverse da quelle contenute nella consulenza tecnica d'ufficio e adottate in sentenza, ove il giudice trascuri di esaminarli analiticamente, ricorre il vizio di insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversia (cfr. Cass., sez. 5, 21 novembre 2019, n. 30364). 

In tema di dichiarazione dello stato di adottabilità, ove di genitori facciano richiesta di una consulenza tecnica relativa alla valutazione della loro personalità e capacità educativa nei confronti del minore, il Giudice che non intenda disporre la consulenza deve fornire una specifica motivazione che dia conto delle ragioni per le quali è ritenuta superflua, in considerazione dei diritti personalissimi coinvolti nei procedimenti in materia di filiazione e della rilevanza accordata nei medesimi giudizi, anche dalla giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo, alle risultanze di perizie e consulenze (cfr. Cass., sez 1, 26 marzo 2015, n. 6138).

Nel giudizio per la dichiarazione di adottabilità l'istruttoria deve essere caratterizzata dalla "attualità".

Il Giudice di secondo grado ha altresì omesso di pronunciare sulla richiesta di adozione "mite" avanzata dall'appellante.

Conclusivamente, la Suprema Corte, in accoglimento del primo e del terzo motivo di ricorso, dichiarato assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata con rinvio alla Corte di Appello di Roma, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.


*La sentenza di merito della Corte d'Appello di Roma del 16.07.2021 si trova a questa pagina

autore: Fossati Cesare