Maltrattamenti in famiglia: rileva l'esistenza di relazioni abituali tra il soggetto attivo e quello passivo - Cass. Pen., Sez. III, Sent., 06 maggio 2022, n. 18079

Maltrattamenti in famiglia: rileva l'esistenza di relazioni abituali tra il soggetto attivo e quello passivo - Cass. Pen., Sez. III, Sent., 06 maggio 2022, n. 18079

Le modifiche della disposizione, di cui alla legge dell'1 ottobre 2021 n. 172, che ha sostituito la rubrica dell’art. 572 c.p., con l'attuale formulazione, aggiungendo i conviventi tra i soggetti passivi del reato e inasprendo le pene, hanno condotto la giurisprudenza a consolidare l'interpretazione che estende l'applicazione della fattispecie a rapporti comunque caratterizzati da relazioni intense e abituali, ovvero da consuetudini di vita e di fiducia tra i soggetti (cfr. Cass. pen., sez. III, 4 febbraio 2021, n. 13815 e Cass. pen., sez. VI, 13 febbraio 2018, n. 14754).
Rileva, in sostanza, l'esistenza di relazioni abituali tra il soggetto attivo e quello passivo (di cui la convivenza materiale è solo eventuale aspetto estrinseco del fatto originario del legame affettivo, producente una convivenza psicologica), determinate da continuativi rapporti o strette relazioni che dovrebbero generare rispetto e solidarietà e che invece diventano precondizione delle sopraffazioni (sul punto v. Cass. pen., sez. VI, 11 febbraio 2021, n. 17888).

Francesca Ferrandi

Cass. Pen., Sez. III, Sent., 06 maggio 2022, n. 18079; Pres. Aceto, Rel. Cons. Noviello per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Il reato di maltrattamenti in famiglia è configurabile anche in presenza di un rapporto di convivenza di breve durata, instabile e anomalo, purché sia sorta una prospettiva di stabilità e un'attesa di reciproca solidarietà. Dunque, basta un regime di vita improntato a rapporti di solidarietà e a strette relazioni, come allorquando vi sia stata una relazione sentimentale, che abbia comportato un'assidua frequentazione della di lei abitazione, trattandosi di un rapporto abituale tale da far sorgere sentimenti di umana solidarietà e doveri di assistenza morale e materiale, o come nel caso in cui vi sia stato un rapporto familiare di mero fatto, desumibile, anche in assenza di una stabile convivenza, dalla messa in atto di un progetto di vita basato sulla reciproca solidarietà ed assistenza. (FF)


Diritto penale della famiglia – Maltrattamenti in famiglia; Rif. Leg. Art. 572 c.p.

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