La prova della vivenza a carico per il riconoscimento della pensione di riversibilità alla figlia inabile  - Cass. Civ., Sez. VI - L, ord., 27 dicembre 2021, n. 41548

La prova della vivenza a carico per il riconoscimento della pensione di riversibilità alla figlia inabile - Cass. Civ., Sez. VI - L, ord., 27 dicembre 2021, n. 41548

Cass. Civ., Sez. VI - L, ord., 27 dicembre 2021, n. 41548 – Pres. D’Oronzo, Cons. Rel. Piccone per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

In caso di morte del pensionato, il figlio superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, ove maggiorenne, se riconosciuto inabile al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di questi, laddove il requisito della "vivenza a carico", se non si identifica indissolubilmente con lo stato di convivenza nè con una situazione di totale soggezione finanziaria dei soggetto inabile, va considerato con particolare rigore, essendo necessario dimostrare che il genitore provvedeva, in via continuativa e in misura quanto meno prevalente, al mantenimento del figlio inabile. (Nel caso di specie, è stata ritenuta infondata la domanda della ricorrente, volta ad ottenere la condanna dell'INPS alla corresponsione in proprio favore, in qualità di figlia disabile, della pensione della madre perchè il requisito della vivenza a carico non è stato oggetto di alcuna allegazione essendo stato depositato esclusivamente il certificato di morte della madre ed uno stato di famiglia).


Pensione di reversibilità - figlio superstite – inabilità – requisiti - vivenza a carico -  Rif. Leg. art. 22 della Legge 21 luglio 1965, n. 903 (Avviamento alla riforma e miglioramento dei trattamenti di pensione della previdenza sociale).

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