La preda, di Lucia Elsa Maffei

La preda, di Lucia Elsa Maffei

domenica, 28 novembre 2021
Le voci della violenza di genere | Violenza

Era lì immobile, indifesa,

con gli occhi impauriti

nella luce del tramonto

ad aspettare il vento che la portasse lontano,

che le indicasse dove ritrovare la libertà.

L’hai guardata con i tuoi occhi lucidi, impietosi,

accattivanti,

la tua preda, tenera, sola, indifesa.

Hai aspettato, paziente, appostato nel buio della notte,

rassicurante nella tua fissità,

quasi a dirle che poteva fidarsi di te.

Hai continuato a guardarla, al sorgere del sole,

sola, indifesa, impaurita,

mentre cercava di capire quanto tempo di vita le avresti ancora concesso.

E tu lì, paziente, a farle credere che volevi vederla vivere,

correre libera, agile,

ammirare i suoi gesti scattanti, veloci, eleganti.

Ti ha creduto, ti ha guardato, ti è venuta incontro,

desiderosa di fidarsi di te,

ha chinato il capo, ha cercato la tua carezza,

ha voltato indietro lo sguardo ancora una volta,

a fissare per sempre nelle sue pupille

i colori, gli odori, il silenzio dell’immensa pianura selvaggia.

Un attimo ….interminabile,

un colpo, uno solo, secco, roboante…a tradimento.

E’lì…… per terra, accasciata,

indifesa, con gli occhi fissi, immobili,

bagnata dal sangue caldo, che le scorre via,

a guardarti e a chiederti in un ultimo respiro,

nell’ultimo soffio vitale..…..perché….

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