Integra il delitto di detenzione di materiale pedopornografico anche se i

Integra il delitto di detenzione di materiale pedopornografico anche se i "files" pedopornografici sono nel "cestino" - Cass. Pen., Sez. III, sent. 26 novembre 2021 n. 43615

Cass. Pen., Sez. III, sent. 26 novembre 2021 n. 43615 - Pres. Gentili, Cons. Rel. Di Stasi per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

La configurabilità della circostanza aggravante della "ingente quantità" nel delitto di detenzione di materiale pedopornografico (art. 600-quater, comma secondo, cod. pen.) impone al giudice di tener conto non solo del numero dei supporti detenuti, dato di per sé indiziante, ma anche del numero di immagini, da considerare come obiettiva unità di misura, che ciascuno di essi contiene. Integra il delitto di detenzione di materiale pedopornografico la cancellazione di "files" pedopornografici, "scaricati" da internet, mediante l'allocazione nel "cestino" del sistema operativo del personal computer, in quanto gli stessi restano comunque disponibili mediante la semplice riattivazione dell'accesso al "file", mentre solo per i "files" definitivamente cancellati può dirsi cessata la disponibilità e, quindi, la detenzione. Integra il delitto di cui all'art. 600-quater cod. proc. pen. l'accertato possesso di "files" pedopornografici successivamente cancellati dalla memoria accessibile del sistema operativo di personal computer, in quanto l'avvenuta cancellazione determina solo la cessazione della permanenza del reato e non, invece, un'elisione "ex tunc" della rilevanza penale della condotta per il periodo antecedente alla eliminazione dei "files" sino a quel momento detenuti.


Delitti contro la libertà individuale - In genere - Detenzione di materiale pedopornografico - "files" pedopornografici "scaricati" da internet - Cancellazione degli stessi con spostamento nel "cestino" del sistema operativo - Persistente disponibilità degli stessi - Reato - Configurabilità - Rif. Leg. art. 600 - quater c.p.

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